teatroVia al «Giffoni Film Festival»: in campo anche il premio Oscar Lupita Nyong’o

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Il bullismo, le atrocità della guerra e la complessità dei primi amori, l’ostinazione e la voglia di realizzare un sogno affermando il proprio “io” nel passaggio dall’infanzia all’età adulta: sono solo alcuni dei temi affrontanti nelle opere presentare alla 47esima edizione del Giffoni Film Festival al via oggi, tra le quali spicca anche il film della nota regista indiana Mira Nair, ‘Queen of katwe’, che vede tra gli interpreti il premio Oscar Lupita Nyong’o.

 

Selezionati tra oltre 4.500 opere ricevute, sono 101 i lungometraggi, cortometraggi e documentari che verranno proposti nelle otto sezioni competitive del Festival e giudicati dai 4.600 giurati, provenienti da 52 Paesi, che attribuiranno i Gryphon Award per ciascuna sezione. A questi si aggiungono altre 74 opere fuori concorso, 6 anteprime e 6 eventi speciali proposti in collaborazione con le più importanti major, produzioni e distribuzioni italiane e internazionali. 

La complessità dei rapporti umani, ponendo particolare attenzione ai legami familiari è il percorso introspettivo proposto alla giuria dei ragazzi più grandi del Festival, i Generator +18. Si affronta il tema del bullismo nel film canadese ‘We’re still together’, per la regia di Jesse Klein, dove il giovane Chris vede in Bobby l’unica speranza per essere accettato e fuggire ai bulli: purtroppo il fascino iniziale dell’uomo sparirà appena il ragazzo si renderà conto della vita autolesionista che conduce.
Ispirato ad avvenimenti reali, ‘Little harbour’ (Slovacchia/Repubblica Ceca, 2017) di Iveta Grofova racconta di Jarka, una ragazzina di 10 anni maltrattata dalla madre, che si ritroverà nel ruolo di balia di due piccoli gemelli abbandonati per le strade di Bratislava. A proiettare sullo schermo la vita di una timida e problematica studentessa 17enne è il film inglese ‘Cat skin’ di Daniel Grasskamp: la natura voyeuristica della ragazza sfocerà in un amore intenso e burrascoso con April. Dal Messico arriva ‘April’s daughter’ di Michel Franco, pellicola che affronta invece il difficile rapporto tra una madre assente e le sue figlie: la precoce gravidanza di una delle due le costringerà a ritrovarsi e ad affrontare tutti i dissapori irrisolti.

Ostacoli da superare nella corsa all’età adulta e viaggi “on the road” ispirati alle celebri traversate in autostop dei mitici anni ’70, il confronto tra la leggerezza e le preoccupazioni degli anni più belli sono i temi scelti per della sezione Generator +16. Nel film francese ‘Do it right’, per la regia di Chad Chenouga, il sedicenne Nassim viene affidato ad una casa famiglia alla morte della madre: per non essere accumunato ai “casi sociali”, il ragazzo si inventerà un’altra vita. Un adolescente scomparso torna a casa dopo otto anni ma, svanita la gioia iniziale, si fa avanti il dubbio che si tratti di un impostore: è la trama di ‘The next skin’ (Spagna/Svizzera, 2016) di Isaki Lacuesta e Isa Campo che, con i suoi colpi di scena, tiene incollato allo schermo lo spettatore. Tra gli interpreti principali Emma Suarez, la Julieta del grande regista Pedro Almodóvar.

Un super cast anche per ‘Weirdos’ (Canada, 2016) di Bruce Mcdonald in cui ritroviamo Molly Parker, la Jackie Sharp di “House of Cards”, e Julia Sarah Stone. La narrazione ci conduce nel 1976, è il fine settimana del bicentenario americano e il quindicesimo compleanno di Kit. Con l’aiuto di Alice, il ragazzo fa l’autostop verso casa della madre artista. Per la prima volta al Festival è presente anche una produzione del Porto Rico: firmato da Ari’ Maniel Cruz, ‘Before the rooster crows’ è il dramma di un’adolescente divisa tra l’attesa di trasferirsi in America per ritrovare la madre e l’improvvisa ricomparsa del padre naturale dopo anni di carcere.

Nella sezione Generator +13 saranno il consolidamento dei legami familiari e la voglia di realizzare i propri sogni le principali tracce dei lungometraggi proposti. Grande attesa per la pellicola firmata dalla nota regista indiana Mira Nair, ‘Queen of katwe’ (USA/Uganda, 2016 – distribuito in Italia da Disney Media Distribution) che vede nel cast anche il premio Oscar Lupita Nyong’o. La pellicola, ispirata al libro “La regina bambina” di Tim Crothers, ripercorre la vera storia di Phiona Mutesi, che dalla povertà di una baraccopoli di Katwe in Uganda, e dopo un’infanzia difficile, a soli dieci anni si avvicina al mondo degli scacchi grazie all’incontro con un missionario. La passione ed il talento innato la porteranno a rappresentare il suo paese alle Olimpiadi degli scacchi. L’opera, dopo la presentazione al Festival, sarà trasmessa in prima visione esclusiva su Sky Cinema il 23 luglio alle 21.15.

Vanta un cast stellare anche ‘Walking out’ dei registi Alex Smith e Andrew Smith: nel film ritroviamo Matt Bomer e il giovane Josh Wiggins impegnati a mettere in scena il difficile rapporto tra padre e figlio. I due saranno costretti a fare fronte comune per superare pericoli inaspettati, riscoprendo anche il profondo legame che li unisce. L’elaborazione del lutto vista da esperienze e punti di vista diversi distingue ‘The bachelors’ di Kurt Voelker, dove ritroviamo l’attore Josh Wiggins insieme a Julie Delpy e al Premio Oscar J.K. Simmons (miglior attore non protagonista per “Whiplash”, film vincitore di 3 statuette nel 2015). Gli impegni scolastici, i primi batticuori ed i rapporti contrasti con i genitori in ‘Good boy’ (Russia, 2016) di Oksana Karas, un concentrato di tutte le piccole ansie adolescenziali, tra gioie e sfide.

Per la sezione Elements + 10, verrà proiettato in anteprima ‘Queen of niendorf’, l’opera prima della giovanissima Joya Thome che, solo nel 2003, partecipava al Festival come giurata e oggi torna a Giffoni in qualità di regista di una divertente storia che ha come protagonista la piccola Lea e la sua estate piena di peripezie. Completano la sezione altre pellicole dove il fil rouge è la voglia e la necessità di superare situazioni difficili: nel caso di ‘Mountain miracle – An unexpected friendship’ (Germania, 2017) di Tobias Wiemann, sarà l’amicizia a permettere alla protagonista, una giovane ragazza affetta da asma, ad affrontare la malattia con una forza inaspettata.

Il nuoto come valvola di sfogo dalle aspettative di due genitori troppo esigenti è al centro di ‘Nina’ (Slovacchia, 2017), di Juraj Lehotsky che porta sul grande schermo un percorso di affermazione della propria identità tipico dell’adolescenza Dalle piccole incertezze della pubertà ai drammi della guerra: ‘Hero steps’ (Colombia, 2016), di Henry Rincon accende i riflettori sull’impavido Eduardo, vittima di un conflitto armato in Colombia. Un ragazzo forte che, nonostante abbia perso una gamba, continua a inseguire il sogno di partecipare al torneo di calcio della scuola.

Non mancheranno emozioni anche per le due sezioni “juniores” del Festival: i temi dell’amicizia, il rapporto padri e figli, le piccole e grandi sfide che accomunano i percorsi di crescita dall’infanzia all’adolescenza, faranno da filo conduttore per gli Elements +6. Tra le opere in concorso riflettori su ‘Edhel’ del regista italiano Marco Renda, incentrato sulla storia di una bambina nata con una malformazione al padiglione auricolare che fa apparire le sue orecchie “a punta” e che, solo grazie all’incontro con il bizzarro bidello Silvano, accetterà il suo difetto. Per gli Elements +3 – i più piccoli giurati del Festival che scopriranno, probabilmente per la prima volta, la magia del cinema – da valutare ci saranno ben 20 cortometraggi provenienti da ogni angolo del mondo, dall’Italia alla Russia, passando per l’Albania, la Norvegia, fino al Brasile e al Canada.
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Redazione Eolopress

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