VideoDal genio italiano lo smartphone che fa il caffè. Il video

Ecco arriva sul mercato lo smartphone che fa il caffè. Si chiama Mokase sembra una cover come le altre, ma all’interno può essere inserita una cialda con del caffè liquido. Quando dallo smartphone si apre l’app specifica per ‘ordinare’ il caffè, una batteria all’interno della cover riscalda in pochi secondi la bevanda e la fa uscire tramite un sistema di piccoli tubi resistenti al calore. L’idea è nata da due giovani italiani che hanno recentemente lanciato una campagna su Kickstarter.

 

Il riscaldamento di circa 25ml di liquido da 15/20 gradi a 50/60 gradi, avverrà in un tempo stimato tra i 5 e gli 8 secondi. Il tubicino è realizzato in una speciale lega di alluminio-Silicio in grado di resistere ad alte temperature senza rilascio di particelle o sostanze nocive. Le resistenze in una lega speciale concentrano il calore al centro , non disperdono energia e non compromettono il funzionamento dello smartphone in alcun modo. Un sistema di apertura per il passaggio del caffè situato anch’esso sul tubicino, in pratica apre e chiude il passaggio al liquido, questo sistema collegato alla scheda viene innescato in contemporanea all’accensione della resistenza. La Batteria litio-metallo con dimensioni 35x60x5 mm, in grado di riscaldare 25ml di caffè da 15/20 gradi a 50/60 gradi, avverrà in un tempo stimato tra i 5 e gli 8 secondi. La scheda di controllo con USB integrata capace di gestire sia la potenza che la logica l’accensione/ spegnimento di tutto il sistema nonchè la batteria ricaricabile. La Cialda usa e getta (mokaromi), contenente il caffè già liquido è progettata con un materiale interno capace di garantire la conservazione per almeno 3 mesi. L’apposito sistema di rottura a membrana (vedi disegni tecnici) si incastra perfettamente al tubicino. Questa speciale “cialda” essendo sotto vuoto per garantire la conservazione ha un foro alla base capace di far entrare aria ma non uscire il liquido così da garantire un uscita fluida del liquido.

 

Redazione Eolopress

Redazione Eolopress

Lascia un commento