Il “decreto Scuola” è legge, cosa cambierà?

decreto-scuola

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge n. 164 del 30 ottobre 2025, di conversione del Decreto-Legge 9 settembre 2025, n. 127. Il provvedimento, approvato dal Senato il 15 ottobre e successivamente dalla Camera senza modifiche, introduce importanti innovazioni per il sistema scolastico italiano, dalla riforma dell’esame di Stato alla formazione dei docenti, fino al rafforzamento della filiera tecnico-professionale.

Torna la “Maturità”: nuova impostazione per l’esame finale

L’articolo 1 del decreto sancisce ufficialmente il ritorno della denominazione “esame di maturità”, che sostituirà ovunque quella di “esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione”.
L’esame assumerà una funzione più orientativa, volta non solo a verificare le conoscenze acquisite, ma anche a valutare la crescita personale, l’autonomia e la responsabilità degli studenti, considerando il loro impegno in ambito scolastico e nelle attività coerenti con il percorso di studi.
Nel nuovo impianto d’esame, particolare attenzione sarà data alla formazione scuola-lavoro (nuova denominazione dei PCTO), alle competenze digitali e civiche e al curriculum dello studente.
Le commissioni saranno composte da un presidente e due membri esterni, oltre a due docenti interni per ciascuna delle due classi coinvolte. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito definirà annualmente le discipline oggetto di seconda prova e colloquio.
Il punteggio finale potrà essere integrato fino a un massimo di tre punti aggiuntivi, riconoscibili a chi avrà ottenuto almeno 90 punti complessivi tra credito scolastico e prove d’esame.
Per superare la maturità resterà obbligatorio il superamento di tutte le prove scritte e del colloquio orale.
Previsti inoltre 14 milioni di euro per la formazione dei commissari: 3 milioni nel 2026 e 11 milioni annui dal 2027. La partecipazione a tali corsi diventerà titolo preferenziale per la nomina.

Rafforzata la filiera tecnico-professionale e il “Made in Italy”

L’articolo 2 prevede, dal 2026/2027, l’inclusione dei percorsi della filiera tecnologico-professionale nell’offerta formativa del secondo ciclo d’istruzione.
Il nuovo articolo 2-bis amplia invece l’ambito d’azione della fondazione “Imprese e competenze per il Made in Italy”, che potrà coinvolgere anche licei, istituti tecnici e professionali con percorsi dedicati alla valorizzazione del saper fare italiano, oltre agli ITS Academy.

Carta docente anche per i supplenti e nuove regole sugli acquisti digitali

Con l’articolo 3, vengono destinate risorse per la contrattazione collettiva nazionale del triennio 2022-2024 e incrementato il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa di 15 milioni di euro annui a partire dal 2030.
Cambiamenti significativi anche per la Carta del docente, ora estesa anche ai supplenti annuali e fino al termine delle attività didattiche.
La Carta potrà essere utilizzata anche per spese di trasporto, mentre l’acquisto di hardware e software sarà consentito solo alla prima erogazione e poi ogni quattro anni. Chi ne ha già beneficiato potrà acquistare dispositivi informatici nel 2025/2026 e successivamente con la stessa cadenza quadriennale.

Sicurezza nei viaggi di istruzione e sostegno al Mezzogiorno

Il decreto introduce inoltre, con l’articolo 5, nuove norme sulla sicurezza dei trasporti scolastici per uscite didattiche e viaggi di istruzione. Le stazioni appaltanti dovranno valorizzare l’offerta in base alla qualità dei mezzi, alla sicurezza, all’accessibilità per le persone con disabilità e alla preparazione dei conducenti.
Infine, l’articolo 7-bis stanzia 3 milioni di euro per il 2026 destinati alle scuole del Mezzogiorno incluse nel piano “Agenda Sud”, per l’acquisto di materiali didattici, dispositivi digitali e attrezzature sportive, con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica.

Fonte_ scuolamag.it_ Valerio Di Fonso

Lascia un commento