{"id":33483,"date":"2026-01-09T21:18:25","date_gmt":"2026-01-09T20:18:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/?p=33483"},"modified":"2026-01-09T21:18:26","modified_gmt":"2026-01-09T20:18:26","slug":"nella-lingua-e-nella-spada-viaggio-ispirato-alla-coppia-panagulis-fallaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/2026\/01\/nella-lingua-e-nella-spada-viaggio-ispirato-alla-coppia-panagulis-fallaci\/","title":{"rendered":"&#8220;Nella lingua e nella spada&#8221;, viaggio ispirato alla coppia  Panagulis\/Fallaci"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal 22 al 25 gennaio <\/strong>va in scena al Teatro Torlonia <strong>Nella lingua e nella spada, <\/strong>progetto di musica e teatro ispirato alle vite e alle opere di <strong>Oriana Fallaci e Al\u00e9xandros Panagulis<\/strong>. Un melologo contemporaneo che affida alla parola detta, al suono e alla luce il compito di attraversare una storia privata e politica insieme, senza mediazioni celebrative.<br><br>L\u2019elaborazione drammaturgica, la regia e l\u2019interpretazione sono di Elena Bucci; le musiche, in playback, di Luigi Ceccarelli, con registrazioni di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia. Il disegno luci \u00e8 di Loredana Oddone, la cura e regia del suono di Raffaele Bassetti. La scena, essenziale e mobile, diventa spazio mentale: prigione, citt\u00e0, mare, memoria.<br>Nella lingua e nella spada non ricostruisce un\u2019epoca: ne assume il rischio. Interroga il rapporto tra scrittura e potere, tra libert\u00e0 e solitudine, tra resistenza e forma. La parola, qui, non consola n\u00e9 spiega: resta. Incide.<br>Lo spettacolo \u00e8 una produzione Le belle bandiere, Centro Teatrale Bresciano, Ravenna Festival, Campania Teatro Festival, TPE Teatro Piemonte Europa, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Comune di Russi; produzione musicale Edison Studio. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Note di Elena Bucci<\/strong><br>Questo melologo di pi\u00f9 anime si ispira alla storia del poeta e rivoluzionario greco Alekos Panagulis e della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci: si incontrano per un\u2019intervista che rester\u00e0 nella storia proprio il giorno in cui Alekos, incarcerato per un attentato al dittatore Papadopoulos, condannato a morte e poi graziato, viene liberato grazie ad un forte movimento internazionale. Restano allacciati, fra discussioni, lotte per la libert\u00e0, allegria, solitudini e speranze, fino alla morte di lui per un misterioso incidente, nel 1976.<br>Alekos trova nella poesia una cura per resistere alla violenza della tirannia e del carcere; Oriana fa del suo lutto un libro. Irriducibili, spesso isolati e solitari, mai vinti nella vitalit\u00e0 e nell\u2019energia, trasformano il dolore in scrittura, memoria di tutti, un tesoro al quale attingere quando manca il coraggio.<br>Quando, dopo la maturit\u00e0, partii per un viaggio in Grecia, portai con me il libro dove Oriana Fallaci racconta dell\u2019incrocio del suo destino con quello di Alekos Panagulis.<br>Persa in quella terra polverosa e profumata, fra templi, paesaggi marini e citt\u00e0 caotiche e nere, ritrovavo le vite di Oriana e Alekos, in lotta contro il conformismo e le bugie, irriducibili, ostili per natura e disciplina al potere e alla tirannia. Si narrava di amore e di lotta, della solitudine degli eroi e della loro forza poetica, dell\u2019allegria e della disperazione degli spiriti liberi. Ora capisco meglio quanto sia anche una vigorosa celebrazione del lutto attraverso la scrittura, una testimonianza che resiste all\u2019oblio.<br>\u201cLa politica \u00e8 un dovere, la poesia un bisogno. E\u2019 un urlo che non si pu\u00f2 soffocare, l\u2019ansia di un istante che non si pu\u00f2 dimenticare. Allora cerchi carta e matita per fermarlo.\u201d Scrive Alekos nel carcere, su qualsiasi cosa trovi, per non perdersi.<br>Anche per Alekos la scrittura \u00e8 medicina che salva quando il mondo sembra impazzito. E\u2019 un\u2019arma e uno scudo. Da essa trae la forza di ridere dei propri aguzzini, di prenderli in giro, di sopportare la solitudine della sua ricerca di libert\u00e0 e verit\u00e0. Mi pare di trovarvi anche il sollievo per non essere diventato un assassino, quando la sua ribellione alla tirannia non gli porgeva altra soluzione che l\u2019attentato, proprio lui che non sapeva vendicarsi nemmeno dei suoi aggressori. I suoi libri con la prefazione di Pasolini sono ormai introvabili. Sembrano passati secoli, ma le domande sono vive. Resiste anche la volont\u00e0 gioiosa di resistere alla violenza e alla paura con la pratica del pensiero, dell\u2019arte, della scrittura.<br>Mi affido all\u2019intuito drammaturgico e alla sensibilit\u00e0 del compositore Luigi Ceccarelli, al talento dei musicisti Michele Rabbia e Paolo Ravaglia e alla sapiente e partecipe regia del suono di Raffaele Bassetti. La musica crea uno spazio tempo sospeso dove posso immergermi in altre esistenze, storie, luoghi e sfrangiare i limiti della mia identit\u00e0. In un continuo scambio tra appunti, improvvisazione e riscritture, la drammaturgia si innesta sulle comuni radici di musica e teatro. Le luci di Loredana Oddone disegnano nello spazio quasi vuoto una piccola prigione che pu\u00f2 diventare Atene, Firenze, il mare, la spiaggia, un\u2019anima, l\u2019infinito.<br>Non uso le parole di Oriana Fallaci, non strappo brani da un libro perfetto, ma provo a raccontare con parole mie di lei e di lui, di quell\u2019epoca, dell\u2019entusiasmo per alcuni artisti \u2013 eroi? \u2013 che vissero l\u2019orrore della dittatura senza piegarsi, cantando: nella lingua e nella carta \u00e8 la loro spada. Grazie a loro allargo il mio sguardo di fortunata nata in tempo di pace fino al limite del buio che si avvicina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Note intorno al progetto musicale<br>Negli anni in cui si svolgeva la vicenda di Alekos Panagulis contro la dittatura greca e la sua storia veniva dibattuta dalla stampa di tutto il mondo ero un giovane ventenne. In quell\u2019epoca di forte ideologizzazione che rendeva spesso il clima sociale cupo e torbido, la figura di Panagulis si stagliava per la forza lucida e la grande emotivit\u00e0 del suo pensiero, raccontata soprattutto con efficace coinvolgimento da Oriana Fallaci. Quello che mi impressionava molto in lui, ci\u00f2 che lo rendeva ai miei occhi una persona straordinaria, era come l\u2019ideale di libert\u00e0 fosse talmente necessario da rendere sopportabile perfino ogni tipo di violenza fisica e psicologica, la dimostrazione di come il perseguimento di un ideale potesse andare anche oltre la propria vita.<br>Oggi sono passati quasi cinquant\u2019anni da allora e il mondo \u00e8 molto cambiato. Cos\u00ec, quando mi \u00e8 stato proposto di creare un\u2019opera di teatro musicale su Alekos Panagulis, ero inizialmente un po\u2019 perplesso, la sua figura mi sembrava ormai scolorita dal tempo e dal tramonto di molte di quelle ideologie.<br>Invece, con sorpresa, rileggendo le sue poesie e la sua storia mi sono reso conto di come quel pensiero ancora oggi rimanga intatto, di come quel carico di energia vitale prepotente possa essere ancora necessario ed attuale, dopo la necessaria opera di depurazione del tempo. E anzi, pi\u00f9 oggi che allora, il desiderio di democrazia e di libert\u00e0 perseguito con cos\u00ec tanta emotivit\u00e0 da Panagulis ci trasmette un desiderio di partecipazione positivo. Proprio quella stessa partecipazione che i media attuali sembrano concederci sempre pi\u00f9 ma togliendoci del tutto l\u2019entusiasmo.<br>Come affrontare questo tema dal punto di vista musicale, come rendere la vitalit\u00e0 contenuta nei testi di Alekos Panagulis?<br>Innanzitutto trasformando il racconto e la poesia di Alekos in \u201csuono\u201d, cercando di rendere ancor pi\u00f9 percepibile l\u2019espressivit\u00e0 di ogni elemento fonetico, che Elena interpreta magistralmente, e che l\u2019elaborazione digitale pu\u00f2 rendere ancora pi\u00f9 emozionale: nella moltiplicazione della voce fino a farla diventare un coro, nella creazione di uno spazio tridimensionale che porti il pubblico ad immergersi nei versi e non a guardarli solo dalla rassicurante distanza della platea, cercando di portare il testo nella dimensione iper-realistica di una performance di teatro musicale contemporaneo.<br>E poi costruendo un progetto dove i musicisti non eseguono una partitura precostituita e immutabile, ma in cui ogni strumentista contribuisce, con la condivisione della propria identit\u00e0 musicale alla costruzione della partitura generale. Paolo Ravaglia e Michele Rabbia non sono semplicemente esecutori, ma interpreti e creatori all\u2019interno di una struttura in cui testo, voce e suono dialogano tra loro combinandosi senza perdere la loro individualit\u00e0.<br>Sullo sfondo ovviamente, a far da riferimento, c\u2019\u00e8 spesso la musica greca con le sue tradizioni di libera convivenza che ci riporta a quella terra di cui Panagulis \u00e8 figlio. Non certo quella musica insistente da sottofondo turistico che, come in ogni localit\u00e0 del mondo, ci ronza intorno perennemente, ma quella musica che \u00e8 forse la pi\u00f9 antica della civilt\u00e0 mediterranea e che meglio di tutte ha saputo fondere le culture con cui \u00e8 venuta a contatto. Ascoltando la musica greca d\u2019arte ci si rende conto che siamo di fronte alla sintesi perfetta tra la musica latina, la musica araba e quella balcanica. Quella sintesi che la musica di oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 abituata a fare. Una musica che non appartiene pi\u00f9 ad un genere musicale, ma che, forse utopisticamente, \u00e8 ad un livello superiore, una sintesi che identifica tutti in un unico linguaggio comune.<br><br>Luigi Ceccarelli_zarabaza.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 22 al 25 gennaio va in scena al Teatro Torlonia Nella lingua e nella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":33484,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26563],"tags":[29190,29189,19813,21974],"class_list":["post-33483","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sipario","tag-alexandros-panagulis","tag-elena-bucci","tag-oriana-fallaci","tag-sipario"],"featured_image_urls":{"full":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1.jpg",1024,953,false],"thumbnail":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1-160x160.jpg",160,160,true],"medium":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1-640x596.jpg",640,596,true],"medium_large":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1-768x715.jpg",640,596,true],"large":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1.jpg",640,596,false],"1536x1536":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1.jpg",1024,953,false],"2048x2048":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1.jpg",1024,953,false],"covernews-featured":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1.jpg",1024,953,false],"covernews-medium":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Elena-Bucci-La-lingua-e-la-spada-ph-Luca-Concas-1024x953-1-540x340.jpg",540,340,true]},"author_info":{"display_name":"Redazione Eolopress","author_link":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/author\/redazione\/"},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/category\/sipario\/\" rel=\"category tag\">Sipario<\/a>","tag_info":"Sipario","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33483","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33483"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33483\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33485,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33483\/revisions\/33485"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33484"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}