{"id":29590,"date":"2020-09-17T19:42:53","date_gmt":"2020-09-17T17:42:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/?p=29590"},"modified":"2020-09-20T19:45:39","modified_gmt":"2020-09-20T17:45:39","slug":"agropoli-castello-magico-offerto-a-un-milione-acquistato-a-tre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/2020\/09\/agropoli-castello-magico-offerto-a-un-milione-acquistato-a-tre\/","title":{"rendered":"Agropoli, castello magico: offerto a un milione, acquistato a tre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Se una cosa \u00e8 legittima non significa che non possa essere anomala. E se una cosa \u00e8 anomala, o almeno come tale si presenta, di certo cattura l\u2019attenzione di chi osserva. Pure se i fatti che la riguardano risalgono a un tempo passato. Prendiamo il caso del castello medioevale di Agropoli, posto all\u2019ingresso della zona nord della cittadina cilentana. Fino a una decina di anni fa apparteneva ad un privato, l\u2019architetto Antonio Dente, che decise di metterlo in vendita insieme ad un palazzo storico annesso all\u2019area, per la qual cosa ricorse alla necessaria pubblicit\u00e0 con annunci pubblicati attraverso i canali delle agenzie immobiliari. Un ipotetico investitore privato, dunque, che fosse stato interessato all\u2019acquisto della struttura di fattura e memoria aragonese, per prendersi il castello avrebbe dovuto sborsare un milione di euro, stando a quanto si leggeva nell\u2019offerta del proprietario. Il castello alla fine lo ha comprato un ente pubblico, segnatamente lo stesso comune di Agropoli, che per\u00f2 di milioni non ne pag\u00f2 uno bens\u00ec tre. C\u2019\u00e8 o no qualcosa di curioso, di anomalo appunto, in tutto ci\u00f2? A naso sembrerebbe di s\u00ec, dal momento che se a tirar fuori i soldi era un privato allora l\u2019oggetto sarebbe costato 1 ma se si trattava di danaro pubblico allora il prezzo sarebbe salito a 3, in pratica si sarebbe triplicato. Cos\u00ec, infatti, andarono le cose in quel di Agropoli. La magistratura competente fu informata (la magistratura viene sempre informata), apr\u00ec un voluminoso fascicolo iscrivendo nel famigerato registro degli indagati oltre venti persone ma alla fine l\u2019anomalia fu considerata in un certo senso legittima e tutto fin\u00ec nella sabbia immobile degli archivi giudiziari. Se ne occup\u00f2 un magistrato recentemente venuto a mancare, il suo fascicolo recitava in intestazione \u201cAlfieri Francesco + 22\u201d.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ma cosa c\u2019era in quelle carte? Niente che non fosse gi\u00e0 noto al tempo e da tempo e che la necessaria sintesi giornalistica potrebbe far riassumere come l\u2019attivit\u00e0 di un potente blocco politico-finanziario (manco a dirlo targato Partito Democratico) facente capo all\u2019allora sindaco di Agropoli, Francesco Alfieri, oggi primo cittadino della vicina Capaccio-Paestum e molto altro, e all\u2019istituto di credito di famiglia, la Banca di credito dei comuni cilentani, presieduta dal fratello di Alfieri, Lucio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nella girandola delle trattative fra l\u2019ente pubblico e il proprietario del castello e mentre il prezzo saliva da un milione a tre milioni di euro, il palazzo storico adiacente fu acquistato da una societ\u00e0 di Torchiara, il paesino cilentano da cui \u00e8 partita l\u2019avventura politica e bancaria del democratico Alfieri, e della quale fu anche sindaco pochi anni prima. Si tratta della \u201cTurris Clara Immobiliare srl\u201d, societ\u00e0 universalmente nota per la sua vicinanza al sindaco Alfieri. A curare la ristrutturazione dell\u2019immobile fu un geometra, Francesco Magna, socio dell\u2019immobiliare insieme alla moglie e ambedue presenti in altra srl del ramo insieme al presidente della banca dei comuni cilentani, il fratello dell\u2019attuale sindaco di Capaccio in un intreccio, certamente legittimo, di ruoli, gestioni, nuclei familiari e interessi finanziari dal poco vago sapore politico-istituzionale. Dunque, mentre il comune di Agropoli gettava le basi dell\u2019accordo con un venditore che prima chiedeva per il castello 1 milione di euro (un annuncio sul quindicinale di annunci economici Fiera Citt\u00e0 recitava \u201cvendesi castello medievale\u2026superficie di 12mila metri quadri&#8230;prezzo 1 milione di euro\u2026\u201d) dopo pochi giorni, per la precisione sette, presso un notaio veniva stipulato l\u2019atto di acquisto del palazzo storico per alcune centinaia di migliaia di euro. Dopo venne perfezionato il negozio e con un paio di mutui da 1,3 milioni e 1,7 milioni il castello aragonese pass\u00f2 nella disponibilit\u00e0 del comune di Agropoli, nello specifico alla Stu (Societ\u00e0 di trasformazione urbana) creata ad hoc dall\u2019ente. Tralasciando ora tutta la parte, pur significativa, che riguarda la segnalata violazione di alcune normative in tema di trasformazioni urbane che impongono che per fare certe operazioni bisogna passare attraverso societ\u00e0 per azioni e non a responsabilit\u00e0 limitata (quale era all\u2019atto dell\u2019acquisto del castello la Stu, con un capitale sociale di appena 10mila euro, ma fu un escamotage per aggirare il patto di stabilit\u00e0 imposto ai comuni, anche ignorando teoricamente il danno che ne poteva derivare ai creditori dell\u2019ente), sorvolando pure sulla \u00abcoincidenza non casuale\u00bb tra acquisto del castello e acquisto da parte della famiglia\/banca Alfieri del palazzo storico adiacente rilevata dai consulenti della procura al tempo, e sorvolando, ancora, su altre violazioni di natura contabile pur esse rilevate dai tecnici incaricati nonch\u00e9 esibite ai magistrati (le operazioni di natura finanziaria e i rapporti bancari dei 23 indagati dell\u2019epoca vennero, invece, considerate \u00abnon anomale\u00bb quantunque \u00abverosimili\u00bb), sorvolando, infine, sulla enorme capacit\u00e0 di tutela dei propri interessi del gruppo Alfieri che, di riffa o di raffa, comunque guadagnava da queste manovre non foss\u2019altro per il fatto che ad erogare i soldi (e i soldi costano) fu la Bcc, resta da capire quale possa essere la risposta a una domanda banale: perch\u00e9 il privato chiedeva un milione e invece il comune si accord\u00f2 pagandolo tre?<br \/>\n<\/span><em><span style=\"font-size: 10pt;\">* dal &#8220;Quotidiano del Sud&#8221; del 17 settembre 2020<\/span><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Castello-Agropoli.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Leggi l&#8217;articolo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Castello_agropoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-29591\" src=\"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Castello_agropoli.jpg\" alt=\"\" width=\"871\" height=\"843\" srcset=\"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Castello_agropoli.jpg 871w, https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Castello_agropoli-640x619.jpg 640w, https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Castello_agropoli-768x743.jpg 768w, https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Castello_agropoli-320x310.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 871px) 100vw, 871px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se una cosa \u00e8 legittima non significa che non possa essere anomala. 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