{"id":20178,"date":"2017-11-06T19:43:36","date_gmt":"2017-11-06T18:43:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eolopress.it\/index\/2017\/11\/06\/a-salerno-le-spoglie-di-alfonso-maria-fusco-il-santo-dei-poveri\/"},"modified":"2018-10-15T21:17:13","modified_gmt":"2018-10-15T19:17:13","slug":"a-salerno-le-spoglie-di-alfonso-maria-fusco-il-santo-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/2017\/11\/a-salerno-le-spoglie-di-alfonso-maria-fusco-il-santo-dei-poveri\/","title":{"rendered":"A Salerno le spoglie di Alfonso Maria Fusco, il Santo dei poveri"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-20177\" src=\"http:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3.jpg 900w, https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3-700x467.jpg 700w, https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3-175x117.jpg 175w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Accolte a Salerno le spoglie mortali di <strong>Sant&#8217;Alfonso Maria Fusco<\/strong>, ospitate nella chiesa di Santa Maria ad Martyres di Torrione, resteranno visibili ai fedeli fino a sabato 11 novembre. Emozionante la celebrazione liturgica di padre Francesco Carmelita dell\u2019ordine dei Frati minimi di San Francesco di Paola, accompagnata dalle voci del coro Numeri Primi, a cui \u00e8 seguita un&#8217;assemblea di fedeli, a cui hanno preso parte le suore di San Giovanni Battista e i discendenti del Santo.<\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\"><strong>Alfonso Maria Fusco<\/strong>, nativo di Angri, a undici anni entr\u00f2 nel Seminario della diocesi di Nocera-Sarno e venne ordinato sacerdote il 29 maggio 1863, domenica di Pentecoste. Si distinse per l&#8217;assiduit\u00e0 al servizio liturgico e per la paternit\u00e0 con cui accoglieva quanti si dirigevano al suo confessionale. Seguendo un\u2019antica ispirazione, risalente ai primi tempi del suo sacerdozio, il 26 settembre 1878 fond\u00f2 la Congregazione delle Battistine del Nazareno, poi Suore di San Giovanni Battista, il cui carisma consiste nel vivere la relazione sponsale con Ges\u00f9, al servizio dei piccoli e dei poveri, preparandogli la strada come il Battista attraverso l&#8217;istruzione e l&#8217;evangelizzazione dei bambini e dei giovani. Mor\u00ec ad Angri la mattina del 6 febbraio 1910, a poco meno di 80 anni. \u00c8 stato beatificato da san Giovanni Paolo II il 7 ottobre 2001. Il 26 aprile 2016 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto di approvazione di un ulteriore miracolo per sua intercessione, aprendo quindi la strada alla sua canonizzazione, che \u00e8 stata celebrata il 16 ottobre 2016.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Si dedicava all&#8217;evangelizzazione del popolo con una predicazione profonda, semplice ed incisiva.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">La vita quotidiana di don Alfonso era soltanto quella di un sacerdote zelante, che per\u00f2 portava nel cuore un antico sogno. Negli ultimi anni di seminario, una notte, aveva sognato Ges\u00f9 Nazareno, che gli aveva chiesto di fondare, non appena ordinato sacerdote, un istituto di suore e un orfanotrofio maschile e femminile.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Fu l&#8217;incontro con Maddalena Caputo di Angri, donna dal carattere forte e volitivo, aspirante alla vita religiosa, che spinse don Alfonso ad accelerare i tempi per la fondazione dell&#8217;Istituto.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Il 25 settembre 1878 la Caputo ed altre tre giovanette si ritirarono nottetempo nella fatiscente casa Scarcella, nel rione di Ardinghi in Angri. Le giovani intendevano dedicarsi alla propria santificazione attraverso una vita di povert\u00e0, di unione con Dio, di carit\u00e0 impegnata nella cura e nella istruzione delle orfanelle povere.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">La Congregazione delle Suore Battistine del Nazareno era cos\u00ec fondata; il seme era caduto nella terra buona di quei quattro cuori ardenti e generosi; le privazioni, le lotte, le opposizioni, le prove lo irrorarono ed il Signore lo fece sviluppare abbondantemente. Casa Scarcella prese ben presto il nome di Piccola Casa della Provvidenza.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Cominciarono a venire altre postulanti e le prime orfanelle, e con loro, anche le prime difficolt\u00e0. Il Signore, che fa soffrire molto chi molto ama, non poteva risparmiare pene e sofferenze al Fondatore e alle sue figlie.Don Alfonso accett\u00f2 le prove a volte molto dure, manifestando una completa uniformit\u00e0 alla volont\u00e0 di Dio, un&#8217;eroica obbedienza ai superiori e una smisurata fiducia nella Provvidenza.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">L&#8217;ingiusto tentativo del Vescovo diocesano, Mons. Saverio Vitagliano, di deporre, per accuse inconsistenti, don Alfonso dal compito di direttore dell&#8217;Opera; il rifiuto di aprirgli la porta della casa di via Germanico a Roma, da parte delle sue stesse figlie, per una ventata di separatismo; le parole del Cardinale Respighi, Vicario di Roma: \u00abAvete fondato delle suore brave che fanno il loro dovere. Ora ritiratevi!\u00bb, furono per lui momenti di grande sofferenza, che lo videro pregare col cuore in angustia, come Ges\u00f9 nell&#8217;orto, nella cappellina della Casa Madre in Angri e nella chiesa di San Gioacchino ai Prati, in Roma.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Don Alfonso non ha lasciato molti scritti. Amava parlare con la testimonianza della vita. Le brevi frasi ricche di sapienza evangelica, che si possono ricavare dai suoi scritti e dalle testimonianze di chi lo conobbe, sono bagliori che illuminano la sua vita semplice, il suo grande amore per l&#8217;Eucaristia, per la Passione di Ges\u00f9 e la sua filiale devozione alla Vergine Addolorata. Ripeteva spesso alle sue Suore: \u00abFacciamoci santi seguendo da vicino Ges\u00f9&#8230; Figliole, se vivrete nella povert\u00e0, nella purit\u00e0 e nell&#8217;obbedienza, risplenderete come stelle lass\u00f9, in cielo\u00bb.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Dirigeva l&#8217;Istituto con grande saggezza e prudenza e, come padre amoroso, vegliava sulle Suore e sulle orfane. Era di una tenerezza quasi materna per tutte, specialmente per le orfanelle pi\u00f9 bisognose; per loro c&#8217;era sempre un posto nella Piccola Casa della Provvidenza, anche quando il cibo scarseggiava o addirittura mancava. Allora don Alfonso rassicurava le sue Figlie pensierose, dicendo: \u00abNon vi preoccupate, figlie mie, ora vado da Ges\u00f9 e ci penser\u00e0 lui\u00bb. E Ges\u00f9 rispondeva con prontezza e grande generosit\u00e0. A chi crede tutto \u00e8 possibile! In un tempo in cui l&#8217;istruzione era privilegio di pochi, vietata ai poveri e alle donne, don Alfonso non badava a sacrifici pur di dare ai bambini una vita serena, lo studio e un mestiere ai pi\u00f9 grandi, in modo che, una volta cresciuti, potessero vivere da onesti cittadini e da cristiani convinti. Volle che le sue Suore cominciassero ben presto a studiare, per essere in grado di insegnare ai poveri e, attraverso l&#8217;istruzione e l&#8217;evangelizzazione, preparare le vie di Ges\u00f9 nei cuori soprattutto dei bambini e dei giovani.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">La tenacia della sua volont\u00e0, totalmente ancorata alla divina Provvidenza, la collaborazione saggia e prudente di Maddalena Caputo, divenuta la prima superiora del nascente Istituto, col nome di Suor Crocifissa, lo stimolo continuo dell&#8217;amore per Dio e per il prossimo, permisero, in breve tempo, lo sviluppo straordinario dell&#8217;opera.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Le crescenti richieste di assistenza per un numero sempre maggiore di orfani e di bambini spinsero don Fusco ad aprire nuove case, prima in Campania, poi in altre regioni d&#8217;Italia.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Il 5 febbraio 1910 si sent\u00ec male durante la notte. Chiese e ricevette con raccoglimento i Sacramenti e la mattina del 6 febbraio, dopo aver benedetto con braccio tremante le sue figlie piangenti intorno al suo letto, esclam\u00f2: \u00abSignore, ti ringrazio, sono stato un servo inutile.\u00bb Poi, rivolto alle Suore: \u00abDal cielo non vi dimenticher\u00f2, pregher\u00f2 sempre per voi\u00bb. E si addorment\u00f2 placidamente nel Signore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Si diffuse subito la notizia della sua morte e, per tutta la giornata di quella domenica, vi fu una processione di persone che piangendo dicevano: \u00ab\u00c8 morto il padre dei poveri, \u00e8 morto il santo!\u00bb.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">La sua testimonianza \u00e8 stata sorgente di vita e di grazia in particolare per le sue Suore diffuse oggi in quattro Continenti.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Il 12 febbraio 1976 papa Paolo VI ne riconobbe le virt\u00f9 eroiche. Il 7 ottobre 2001 papa Giovanni Paolo II proclamandolo beato lo offr\u00ec come esempio ai sacerdoti e lo indic\u00f2 a tutti come educatore e protettore specialmente dei poveri e dei bisognosi. \u00c8 stato poi canonizzato da papa Francesco il 16 ottobre 2016.<br \/><\/span><br \/><span style=\"font-size: 12pt; color: #000000;\">Il Martyrologium Romanum ha posto la data di culto al 6 febbraio, mentre la Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista (Battistine) lo ricorda il 7 febbraio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accolte a Salerno le spoglie mortali di Sant&#8217;Alfonso Maria Fusco, ospitate nella chiesa di Santa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":20177,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[23],"tags":[25477,25476,14907,97,25475],"class_list":["post-20178","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","tag-alfonso-maria-fusco","tag-chiesa-santa-maria-ad-martyres-torrione","tag-papa-francesco","tag-salerno","tag-suore-battistine"],"featured_image_urls":{"full":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3.jpg",900,600,false],"thumbnail":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3-300x200.jpg",300,200,true],"medium_large":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3-768x512.jpg",640,427,true],"large":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3-700x467.jpg",640,427,true],"1536x1536":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3.jpg",900,600,false],"2048x2048":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3.jpg",900,600,false],"covernews-featured":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3.jpg",900,600,false],"covernews-medium":["https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/bc1c2b38c0b0ab6abc320fbd0fa2f6a3.jpg",510,340,false]},"author_info":{"display_name":"Redazione Eolopress","author_link":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/author\/redazione\/"},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/category\/cultura\/\" rel=\"category tag\">Cultura<\/a>","tag_info":"Cultura","comment_count":"0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20178"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20178\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23348,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20178\/revisions\/23348"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20177"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.eolopress.it\/index\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}