IN CITTA'OmissisCorruzione su corruzione, nuova tegola per Cariello

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L’idea è che oggi sia il «giorno della verità» per il sindaco ri-uscente Massimo Cariello, chiamato alle 9,30 a comparire dinanzi al Gip Alfonso Scermino, che ne ha ordinato l’arresto il 9 ottobre scorso su richiesta del pm Francesco Rotondo e del procuratore capo Giuseppe Borrelli. Drammaticamente, non sarà quello della verità perché la strada è ancora lunga. Specie se si considera che un’altra spada si agita sul suo capo, accanto a diverse altre, pronta ad affondare la punta della lama.
Stiamo parlando di un’ennesima, inchiesta per corruzione (art. 319 c.p.) aperta nei suoi confronti, in quelli dell’ex assessore all’Ambiente Emilio Masala (oggi consigliere) e di due imprenditori della logistica, Gerardo Napoli e Cosimo Buccella, rispettivamente titolare/proprietario delle società “Napolitrans” e “Appalti & appalti”. Titolare del fascicolo è lo stesso sostituto procuratore che, rompendo l’imbarazzante stasi degli ultimi anni originata da plateali commistioni tra potere politico e apparato giudiziario (almeno per ciò che riguarda pezzi di territorio della provincia), ha ammanettato Cariello, cioè lo stesso Rotondo, notoriamente tenace e meticoloso.
Il fascicolo è completamente “omissato”, vale a dire che il suo contenuto è tenuto sotto stretto riserbo in attesa del momento propizio (che solo il pm può valutare come tale) per mettere le proprie carte sul tavolo. Quel che è certo è che dalla scadenza dei termini di proroga delle indagini, suppergiù dal giugno scorso, la pratica risulta ferma. Cariello, Masala e gli altri indagati ora possono sperare solo che questa circostanza non preluda ad ulteriori provvedimenti traumatici: il pm, infatti, una volta esaurito ogni termine entro il quale svolgere il lavoro investigativo, o ne chiede l’archiviazione, o notifica la conclusione delle indagini oppure chiede una misura cautelare. Non essendo intervenuta alcuna novità dal giugno scorso, tutto lascerebbe intendere che nella mente di Rotondo siano prevalse alcune scelte tattico strategiche: è verosimile immaginare che attenderà l’altrettanto verosimile ricorso al Riesame (e pure lì, al netto della disciplina di legge che regola le incompatibilità, potrebbero sorgere imbarazzi dal momento che a presiederlo come massima autorità dovrebbe essere ancora il giudice Gaetano Sgroia, fratello del sindaco f.f. di Eboli, Luca) che dovrà pronunciarsi sull’ordinanza del 9 ottobre valutandone la solidità.
Nel merito dello specifico problema, si sa che si tratterebbe di un solo episodio corruttivo, pare per l’assegnazione di alcuni lotti in area Pip e per un gioco di cambi societari al fine di ottenere qualche diritto, il tutto condito dal sospetto che siano circolate le solite banconote, la vera croce del ri-uscente sindaco di Eboli. Il quale riuscì a lasciare la propria impronta anche in questa vicenda: nominò assessore al Turismo una dipendente della Napolitrans assunta da poco tempo. Le carte furono sequestrate nell’estate del 2019 dalla Finanza.

*dal “Quotidiano del Sud” del 14 ottobre 2020

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Peppe Rinaldi

Giornalista

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