CronacheIN CITTA'Eboli, il sindaco Cariello finisce ai domiciliari per corruzione

Terremoto politico ad Eboli, provincia di Salerno: il sindaco Massimo Cariello, rieletto lo scorso 22 settembre con quasi l’80% dei voti, finisce agli arresti domiciliari. Le ipotesi di reato nei suoi confronti  sono di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, abuso d’ufficio e falso ideologico.
Nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata dal procuratore capo Giuseppe Borrelli, è scattata anche l’interdizione dai pubblici uffici per quattro funzionari dei Comuni di Eboli e Cava de’ Tirreni.

Al centro dell’inchiesta procedure concorsuali per assunzioni di persone vicine al sindaco. Cariello, riportato in Comune con un plebiscito, è stato sostenuto da uno schieramento di liste civiche di area Pd. Appena 36 ore fa era stata formata, in tempi record, la giunta di Eboli. Cariello non aveva nascosto la “felicità, stavolta è meglio, più forte l’investitura. La gente ha premiato l’impegno”. A subentrargli ora, dovrebbe essere il suo vice Luca Sgroia – che Cariello aveva fatto tornare dopo 12 anni nella politica attiva – che aveva detto mercoledì scorso emozionato: “Devo ringraziare per tutto questo il Pd della provincia salernitana e l’onorevole Piero De Luca”. Il vicesindaco Sgroia è il fratello del presidente del tribunale del Riesame di Salerno, Guido.

Per Cariello, che oltre ad essere primo cittadino è anche assessore all’urbanistica, è scattata la misura degli arresti domiciliari. Interdizione temporanea dai pubblici uffici, per un periodo di 12 mesi, invece, per Giuseppe Barrella, responsabile dell’area Urbanistica-edilizia ambiente del comune di Eboli; Francesco Sorrentino, direttore del settore “area amministrativa” del comune di Cava dè Tirreni, nonchè componente della commissione del concorso pubblico per esami per il reclutamento di 10 unità di istruttore direttivo amministrativo indetto dal comune di Cava dè Tirreni e direttore generale del consorzio farmaceutico di Salerno; Annamaria Sasso, presidente della commissione esaminatrice della procedura selettiva per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di due posti di educatore di asili nido bandito dal comune di Eboli; Vincenzo D’Ambrosio, componente della medesima commissione esaminatrice della procedura selettiva per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di due posti di educatore di asili nido, bandita sempre dal comune di Eboli.

Le indagini delle fiamme gialle hanno permesso di ricostruire, spiega una nota della Procura, “una serie di episodi corruttivi nei comuni di Eboli e Cava dè Tirreni. In particolare, le persone indagate, in cambio di favori di varia natura, hanno condizionato l’esito di concorsi pubblici indetti dai due enti locali”. Nello specifico, prosegue la nota, “le prove selettive oggetto di indagine sono state il bando per due posti, a tempo indeterminato, di educatore di asili nido, da parte del comune di Eboli e quella per il reclutamento di dieci figure di istruttore direttivo amministrativo, indetta dal comune di Cava dè Tirreni”.

Le indagini hanno consentito di accertare che nel caso del concorso bandito dal comune di Eboli, il primo cittadino ha concordato l’ordine della graduatoria con il presidente e un membro della commissione, Sasso e D’Ambrosio, favorendo così l’assunzione, come educatore di asilo nido, di un candidato a lui vicino. In cambio dell’attribuzione al soggetto segnalato di un punteggio utile, i due componenti della commissione, entrambi dipendenti comunali, avrebbero ricevuto dal sindaco la promessa di incarichi più importanti e gratificanti nell’ambito dello stesso comune di Eboli.

Nel concorso, invece, indetto dal comune di Cava dè Tirreni sempre Cariello, ancora una volta per agevolare un candidato a lui vicino, ha chiesto ed ottenuto di conoscere preventivamente gli argomenti della prova d’esame ad un componente, Francesco Sorrentino, della commissione esaminatrice e funzionario del comune di Cava. Quest’ultimo, sottolineano dalla Guardia di finanza, “ha preteso come contropartita che il sindaco Cariello si impegnasse ad evitare la nomina di un soggetto a lui non gradito a presidente del consorzio farmaceutico di Salerno, presso il quale ricopre la carica di direttore generale”.

Nel corso delle indagini sono emerse, inoltre, gravi irregolarità nella gestione amministrativa del comune di Eboli.
In particolare, lo stesso primo cittadino, questa volta con il contributo di Giuseppe Barrella, funzionario comunale, “ha rilasciato dei permessi autorizzativi illegittimi a due imprenditori, che hanno potuto cosi realizzare un impianto industriale nella zona agricola della piana del Sele, sottoposta a vincolo paesaggistico. In cambio, i due imprenditori si sono prestati alle richieste del sindaco di concedere dei fondi ad alcune associazioni che, ad Eboli, hanno organizzato eventi e manifestazioni patrocinate dal comune”.

Con le operazioni di questa mattina, oltre alle misure cautelari eseguite, i militari hanno sequestrato l’impianto di proprietà della Alphacom Italia srl.

    

Redazione Eolopress

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