IN CITTA'OmissisEboli, appalti e camorra. Uomini dei casalesi infiltrati nei parcheggi

Se due più due continua a far quattro, eccole spiegate le parole del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho inserite nella relazione annuale sullo stato dell’arte delle mafie sul territorio nazionale, del quale Eboli continua ancora ad essere parte.
«Nel comune di Eboli» – si legge a pagina 1160 del testo- «una ditta riconducibile a prestanomi del clan dei casalesi ha acquisito l’appalto per la gestione delle aree di sosta comunali».
La Direzione nazionale antimafia non ne specifica il nome ma essendo la “Publiparking srl” l’unica società operante sul territorio e l’unica ad aver ottenuto l’appalto in città, non può che trattarsi di lei. Salvo clamorose smentite.
Insomma, scoppia un’altra grana per l’amministrazione comunale guidata da Massimo Cariello, già bersagliata da una serie di inchieste che, pur nella diversità “tecnica” tra le stesse, hanno eretto una piramide di guai da cui non sarà facile venir fuori se non dopo anni di avvilenti supplizi tra tribunali e studi legali.
(in edicola su il Quotidiano del Sud)

Dal Quotidiano del Sud_ del 22 gennaio 2020

 

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SEGUE LETTERA DEL SINDACO DI EBOLI MASSIMO CARIELLO INVIATA OGGI AL PREFETTO E ALLA PROCURA

“Oltre a chiedere conferma di quanto appreso attraverso la stampa – scrive il sindaco di Eboli – e che preoccupa i cittadini, occorre fare alcuni chiarimenti. Le società aggiudicatarie del servizio di sosta a pagamento ad Eboli sono state oggetto di certificazione antimafia attraverso il portale del Ministero dell’Interno, verificata attraverso il casellario, il tutto reso da organi di governo e l’aggiudicazione si è formalizzata solo dopo le certificazioni. Al Comune di Eboli non è mai giunta alcuna informativa da Procura, Prefettura e forze dell’ordine circa presunti collegamenti di società e prestanomi alla criminalità in relazione alle due società in questione. Peraltro, si tratta di società già aggiudicatarie di analoghi servizi in altre zone d’Italia.

In ogni caso si rende necessario che Ministero ed organi di governo periferici attuino un nuovo protocollo sullo stato delle società aggiudicatarie di appalti pubblici, aggiungendo ai controlli eventuali informative per gli Enti Locali su indagini in corso che facciano luce su ogni aspetto gestionale societario, al di là delle verifiche effettuate attraverso il portale ufficiale del Ministero dell’Interno, garantendo maggiori informazioni agli Enti interessati, garantendo il lavoro della centrale di committenza ed assicurando la tranquillità dei cittadini. Al nostro Comune non risultano margini di contestazione alle due società in questione, per cui chiedo che ci venga fornita contezza di eventuali risultanze delle indagini, in modo da consentire agli uffici l’assunzione di provvedimenti che si rendessero necessari circa l’interruzione del rapporto qualora se ne ravvisassero gli estremi”.

Peppe Rinaldi

Peppe Rinaldi

Giornalista

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