DemosSaluteBiotestamento: solo lo 0,7% ha deciso sul fine vita

In Italia solo 3 persone su 10 si sono poste il problema di pianificare il proprio fine vita e lo 0,7% della popolazione ha redatto le disposizioni anticipate di trattamento, in Lombardia il dato sale al 3%. Le più sensibili al tema sono le donne, non credenti, di età compresa fra i 26 e i 40 anni. Lo rileva una ricerca nazionale promossa da Vidas, associazione che offre assistenza sociosanitaria a persone con malattie inguaribili, e realizzata da Focus Management su un campione statisticamente rilevante della popolazione italiana composto da 1602 cittadini. La ricerca è stata presentata a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.

A due anni dall’approvazione della legge sul testamento biologico, emerge che la conoscenza degli italiani della normativa è ancora piuttosto superficiale, solo il 19% dichiara di essere ben informato mentre il 28% non ne ha mai sentito parlare. I più preparati e favorevoli al testamento biologico sono i cittadini residenti nelle regioni del nord-ovest, atei o agnostici, di età compresa tra i 26 e i 40 anni e con un livello di istruzione medio-alto. I meno informati vivono al sud e sono credenti over 70.

Le tre regioni più favorevoli sono Basilicata (5,3), Piemonte (4,9) e Lombardia (4,7). “A preoccupare non è il numero delle Dat già depositate presso i Comuni, – ha spiegato Barbara Rizzi, medico palliativista e direttore scientifico di Vidas – ma che troppi Comuni ancora non si siano attrezzati per la loro raccolta. Dal mio punto di vista di medico ancora più preoccupante è la scarsa conoscenza della legge nel mondo sanitario e in particolare tra i medici, da quelli di base fino a quelli di pronto soccorso e agli anestesisti rianimatori”.
Fonte: quasimezzogiorno.it

 

Redazione Eolopress

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