AGORA'pianadelseleInnalzamento dei mari: Enea, piana del Sele sommersa tra ottanta anni

Ore drammatiche per Venezia che si trova ad affrontare la più grande marea dal 1966, ed è in questi momenti che si riaccende il dibattito sull’innalzamento del livello dei mari, un fenomeno in atto in tutto il globo ma particolarmente pericoloso in Italia, vista la conformazione del Paese. 
Il 2019 non è cominciato sotto una buona stella visto che solo a gennaio l’Enea,  l’agenzia nazionale di ricerca sullo sviluppo sostenibile, aveva lanciato l’allarme: tra 80 anni potrebbe essere inghiottita dalle acque un’area grande come la Liguria: 5.451 km2 di coste da Nord a Sud della penisola. Sprofonderebbero sott’acqua strade, porti, paesini costieri. 

Secondo l’Enea nel 2100 saranno a rischio inondazione non solo Venezia e la sua laguna, ma anche la vasta area nord adriatica tra Trieste, Venezia e Ravenna, la foce del Pescara, del Sangro e del Tronto in Abruzzo, l’area di Lesina (Foggia) e di Taranto in Puglia, La Spezia in Liguria, tratti della Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, Marina di Campo sull’Isola d’Elba e le aree di Grosseto e di Albinia in Toscana, la piana Pontina, di Fondi e la foce del Tevere nel Lazio, la piana del Volturno e del Sele in Campania, l’area di Cagliari, Oristano, Fertilia, Orosei, Colostrai (Muravera) e di Nodigheddu, Pilo, Platamona e Valledoria (Sassari), di Porto Pollo e di Lido del Sole (Olbia) in Sardegna, il Metaponto in Basilicata, Granelli (Siracusa), Noto (Siracusa), Pantano Logarini (Ragusa) e le aree di Trapani e Marsala in Sicilia, Gioia Tauro (Reggio Calabria) e Santa Eufemia (Catanzaro) in Calabria.

Ciò perché il livello del mare che circonda l’Italia tra qualche decennio potrebbe innalzarsi di 1 metro circa per effetto del riscaldamento globale e di un altro metro in occasione di eventi atmosferici come onde e vento forte che si sommano al ciclo naturale delle maree.

Ancona, Augusta, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Genova, Gioia Tauro, La Spezia, Livorno, Massa, Messina, Napoli, Olbia, Palermo, Salerno, Savona, Taranto, Trieste e, naturalmente, Venezia, sarebbero i porti che potrebbero essere in tutto o in parte sommersi dai 2 metri in più rispetto al livello del mare attuale che le proiezioni prevedono.

Si dovrebbe cominciare a riflettere seriamente sul futuro delle nostre coste, aree a rischio sommersione già indicate dall’Enea. Prima che sia troppo tardi, come è successo a Venezia.
(fonte: automoto.it)

Redazione Eolopress

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