IN CITTA'OmissisContributi ai disabili: graduatorie scavalcate al Piano di zona S3

Erogati fondi a 33 persone ma ce ne sono 25 che aspettano da oltre un anno. Il giallo della lista dei liquidati non pubblicata sul sito. Riflettori accesi su 4 pratiche sospette in una partita da mezzo miliardo di euro

Il Piano sociale di Zona S3, cioè quello il cui comune capofila è Eboli, ha pubblicato la graduatoria dei disabili gravi e gravissimi che hanno diritto al contributo di legge: non fa altrettanto, però, con la lista dei soggetti cui sono stati liquidati i relativi importi, in parole povere non viene pubblicato l’elenco di chi ha già preso i soldi. Almeno non ancora. Perdonabile dimenticanza? Tenuto conto del riconosciuto rigore dell’attuale dirigente, si direbbe di sì ma il concetto di «perdonabile» si fa elastico quando si ha a che fare con temi delicati come l’aiuto che la comunità, attraverso una violenta e spesso incivile tassazione, offre a chi ha la sventura di patire malattie gravemente invalidanti. Questa dimenticanza –continuiamo a chiamarla così- ora entra a piedi uniti nel piatto delle polemiche dal momento che ci sono malati che attendono ancora l’erogazione del contributo dallo scorso anno (il Fna, il fondo per l’assistenza, viaggia con un anno di ritardo, quindi facciamo riferimento al 2017).

Sono in tutto 25 persone, mentre la liquidazione appena fatta dal PdZ riguarda 33 posizioni. Sia chiaro, stiamo parlando di una botta da poco meno di mezzo miliardo di euro, soldi preziosissimi, ancor più preziosi se si considera che vanno a beneficio (seppur sempre parziale) di soggetti avvinti da atroci sofferenze fisiche, psichiche, sociali e familiari. Soldi su cui non si dovrebbe scherzare. Ora, se questa dimenticanza possa legittimare o meno il diffuso sospetto che qualcosa non stia andando per il verso giusto ce lo dice un familiare dei 25 beneficiari ancora in attesa, che ad oggi non sa se il danaro erogato in suo favore e per suo diritto sia stato liquidato o meno. Naturalmente il nome non possiamo trascriverlo, possiamo però raccontare cosa ci ha riferito, praticamente il contenuto di questo articolo.
Risulta alla nostra fonte, infatti, che siano state esercitate sugli organi amministrativi del PdZ forti pressioni per manipolare la lista dei beneficiari inserendo nominativi nuovi, scavalcando così i 25 che ancora aspettano. Lo scorso anno la graduatoria non fu soddisfatta interamente perché i fondi si esaurirono, quest’anno ne sono arrivati di nuovi ma non si capisce (e questo dipende, appunto, dalla famosa “dimenticanza”) se l’ordine sia stato rispettato. Ci auguriamo di sì.

Eppure nel giugno dello scorso anno fu sottoscritta una formale e vincolante intesa tra il PdZ e le associazioni dei disabili operanti nel comprensorio, in base alla quale fu deciso che con i fondi del Fna 2018 si sarebbero prima soddisfatti quelli rimasti fuori l’anno precedente e poi si sarebbe continuato con la nuova graduatoria. Ricordiamo che le graduatorie vengono formate dopo una valutazione del singolo caso fatta dal distretto sanitario (si chiama Uvi) e a parità di condizioni il discrimine sarà la posizione Isee: tutta materia costantemente vigilata dalla Regione, primo motore di tutta l’operazione. Ora, essendo Eboli il comune capofila, cioè quello che dirige l’orchestra, ed essendo l’amministrazione comunale ebolitana molto sensibile sulla materia (in senso economico, si vedano le storiche polemiche per le implicazioni familiari, con relativi potenziali conflitti di interesse, del primo cittadino) le cose iniziano ad incolonnarsi seguendo una spiacevole piega. Dice infatti la nostra fonte che ci sarebbero almeno quattro posizioni, tra Eboli e un comune limitrofo, sospettate non solo di esser state favorite con l’inserimento in graduatoria a discapito di altri ma che addirittura la documentazione presentata sarebbe fasulla. Tra queste spiccherebbero figure di “insospettabili”, tra cui un ex ispettore di polizia la cui documentazione sarebbe taroccata dalla A alla Z: se così fosse succederebbe un pandemonio (con annesse manette) perché a finire nell’eventuale dirupo ci sarebbero non solo i dirigenti attuali e passati del PdZ ma anche i “mandanti” politici del giochetto, nonché i valutatori dell’Asl e i medici che hanno certificato fischi per fiaschi. Una vecchia storia italiana, insomma.
Si tratta, ovviamente, di illazioni dettate forse dalla (comprensibile) disperazione ma si tratta, altresì, di circostanze di cui non si può non tener conto. E’ per questa ragione che questo giornale ha provato ad andare a fondo chiedendo ad uno dei responsabili della struttura come mai la lista dei liquidati non sia stata ancora pubblicata accanto alla graduatoria, nonostante la legge lo imponga. Ci è stato risposto che potrebbe essersi trattato di una distrazione e che si sarebbe proceduto seduta stante: questo succedeva sabato scorso. Dopodiché veniamo informati che a causa della manutenzione del sito non è possibile procedere ma che oggi (lunedì 18 marzo) la lista sarebbe finita on line sul sito del PdZ. Oggi capiremo.
Il punto è un altro però: un approfondimento “tecnico” effettuato da professionisti del settore ci ha informato che il sito del PdZ non era affatto in manutenzione. A questo punto l’articolo che avete appena finito di leggere dovrebbe ricominciare daccapo.
*dal quotidiano “Le Cronache” del 18 marzo 2019

Peppe Rinaldi

Peppe Rinaldi

Giornalista

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