SaluteSalerno, ospedale Ruggi d’Aragona: quando si dice la buona sanità

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Scoprire di avere una patologia e di non poter scampare a un intervento chirurgico è una notizia che butterebbe nello sconforto chiunque, ma se a questo si aggiunge la sfiducia nel sistema sanitario locale per i malati della provincia di Salerno è l’inizio di un calvario. Sballottati per mesi da un nosocomio all’altro, affollano le sale d’attesa sperando in un responso, in una diagnosi, che il più delle volte va verificata e comparata. Bisogna armarsi di pazienza, informarsi, conoscere, contattare “qualcuno che sa”, intrecciando o rispolverando vecchie relazioni per riuscire a pianificare un ricovero, un intervento chirurgico. A rendere poi schizofrenico il sistema è la disorganizzazione dei posti letto nelle diverse strutture ospedaliere del territorio che rallenta e rende impresa ardua la collocazione dell’ammalato. Ma si sa che gestire la sanità in una delle province più estese d’Italia non è una passeggiata, a fronte di un invecchiamento della popolazione e conseguente aumento di cure ospedaliere.

Eppure, come accade in ogni settore, tra le mille pieghe della sanità pubblica campana spiccano rami d’eccellenza e reparti in piena efficienza che affrontano emergenze impensabili altrove. La chirurgia generale del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno diretta fino al 2015 dal dottore Mario Avossa, oggi guidata dal dottore Alessandro Puzziello, è da esempio: disciplina, professionalità e competenza garantiscono al paziente cure adeguate e una degenza meno greve.

Lungo i corridoi del reparto di chirurgia generale al quarto piano del padiglione B la giornata si svolge frenetica, infermieri e operatori socio- sanitari (Oss) nel rispetto delle reciproche turnazioni accudiscono solerti i pazienti, senza sosta, con puntualità e garbo provvedono alle cure mediche senza mancare di umanità anche nei casi più estremi. Ci si accorge da subito dell’ordine che regna incontrastato, di come tutto funzioni nel rispetto di una oculata pianificazione degli incarichi e delle risorse, merito della caposala Annarita Iannicelli. Il costante e puntuale restyling degli ambienti, la razionalizzazione degli spazi, la dotazione di macchinari e nuove attrezzature, dimostrano che qui nulla è lasciato al caso.

Di tale efficienza ne è garante il dottore Puzziello, responsabile dell’U.O.C. di Chirurgia generale – AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Università di Salerno, che si divide tra sale operatorie e visite in reparto, accompagnato da uno stuolo di colleghi, infermieri, studenti.
In reparto si avvicenda, in turni spesso massacranti, l’equipe medica specializzata in chirurgia generale tradizionale e dell’apparato digerente, nella chirurgia oncologica e mini-invasiva, nella chirurgia della tiroide e delle paratiroidi, ne fanno parte i dottori Luca Valvano, Elisa Palladino, Andrea Loffredo, Luigi Alfano, Giuseppe Santoro, Corrado Rubino, Raffaele Esposito, Vincenzo Anastasio, Emidio Mastandrea, (di sicuro ne abbiamo dimenticato qualcuno e ce ne scusiamo). In corsia anche i dottori Fernando Vicinanza e Domenico Landi, dell’unità operativa del day surgery, dove grazie all’impeccabile lavoro di Rachele Romano, coordinatore infermieristico, si pianificano gli interventi chirurgici anche in un solo giorno, evitando lunghe degenze in attesa dell’operazione.
Negli ospedali la missione delle suore, dei medici, degli infermieri, è di collaborare a questa infinita misericordia, aiutando, perdonando, sacrificandosi” (s. Giuseppe Moscati).

Emanuela Carrafiello

Giornalista

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