AGORA'Napoli, la Polizia non trova i migranti al loro posto: i 5 Stelle protestano

Il richiedente asilo deve poter circolare liberamente, senza restrizioni orarie, anche fuori dai regolamenti imposti dalle prefetture: altrimenti c’è il rischio, ove venga sorpreso a non rispettarli, che la sua pratica sia bocciata, infliggendo così un duro colpo all’umanità, all’accoglienza, all’integrazione e bla bla bla. Lo pensano -e lo scrivono- due parlamentari della Campania del Movimento 5 Stelle, Gilda Sportiello e Doriana Sarli, che hanno formalmente chiesto un incontro al prefetto di Napoli all’indomani dei controlli eseguiti dalla polizia di stato nei Cas (Centri accoglienza straordinaria) di piazza Garibaldi il 13 agosto scorso. Ne ha scritto ieri il quotidiano “Roma”.

 

I fatti. La prefettura di Napoli ha dato disposizioni nel giugno dello scorso anno che gli stranieri ospitati in queste strutture in attesa delle verifiche, debbano rientrare entro le 20 nel periodo invernale ed entro le 21 durante quello estivo: una “imposizione” che ha efficacia sul solo territorio napoletano, segno tangibile di quel buon senso minimo necessario a fronteggiare le conseguenze della eccessiva promiscuità in zone ad alto rischio, qual è, appunto, Piazza Garibaldi, l’area della stazione centrale, una delle peggiori da questo punto di vista. La cronaca, al riguardo, è zeppa di episodi di violenza e degrado (vedi le recenti vicissitudini del limitrofo quartiere Vasto).
Il 13 agosto scorso, intorno alle 22, la polizia entra in questi centri e scopre che centocinquanta immigrati mancano all’appello. Non erano tornati, non si sa dove fossero andati né quanti tra essi siano poi tornati alla base, sta di fatto che sono risultati assenti, contravvenendo alle disposizioni della prefettura: la qual cosa inficia (comprensibilmente) il regolare decorso della pratica del richiedente asilo. Ora, in difformità con la linea politica del governo del quale fanno parte e, volendo, anche all’abc del contenimento di questi fenomeni, le due parlamentari si dicono «molto preoccupate dai controlli della polizia» e considerano «l’orario di rientro deciso dalla prefettura una limitazione della libertà dell’individuo». Per questo, chiedono un incontro urgente al prefetto: cosa diranno, ove il rappresentante del governo decidesse di riceverle, lo si può solo immaginare e pure con relativa facilità. Intanto leggete cosa scrivono ancora, quasi si trattasse di adolescenti che hanno chiesto ai genitori il permesso di andare in discoteca: «L’orario di rientro stabilito dal prefetto è difficile da rispettare» oltre al fatto che «preclude la possibilità di integrarsi pienamente nella società». Ancora: «L’Italia non può più trattare l’immigrazione come un fenomeno emergenziale ma deve avere una nuova visione del sistema di accoglienza in cui siano messi al centro i bisogni, le capacità e i desideri della persona». E giù, ancora, con altre prese di posizioni tra il terzomondismo e il grillismo puro.
Chiaro? Bene, dopo aver letto, citofonare Ministero dell’Interno.
Fonte_ dal quotidiano “Libero” del 2 settembre 2018

*Foto_corrieredelmezzogiorno.it

 

Peppe Rinaldi

Peppe Rinaldi

Giornalista

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