AGORA'Il manager del Cardarelli al governatore: «Condizioni difficili, noi inascoltati»

Dichiarazione del commissario straordinario dell’ospedale Cardarelli Patrizia Caputo dopo la visita del presidente della giunta regionale della Campania nei reparti e le conseguenti presi di posizione. Ecco la nota diffusa dal manager campano.

{source}
<script async src=”//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js”></script>
<!– Sottotop menu –>
<ins class=”adsbygoogle”
style=”display:inline-block;width:694px;height:90px”
data-ad-client=”ca-pub-5807540174219874″
data-ad-slot=”2846875425″></ins>
<script>
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
</script>
{/source}

«L’Ospedale Cardarelli è una grandissima risorsa della sanità pubblica. Un luogo nel quale, ogni giorno centinaia di medici, infermieri e personale sanitario svolge con professionalità e a rischio talvolta della propria incolumità il proprio lavoro. Stiamo parlando di un pronto soccorso di medicina d’urgenza: anzi dell’unico pronto soccorso di medicina d’urgenza di una città difficile, grande e complessa come Napoli. E’ un dolore, per tutti noi che da anni facciamo questo lavoro con abnegazione e sacrificio, dover in condizioni di collasso disporre ricoveri anche in situazioni non eccellenti. Ma noi tutti abbiamo fatto un giuramento: ed anche a costo di dover superare ostacoli e sacrifici i medici del Cardarelli non hanno mai rifiutato un paziente, non si sono mai tirati indietro davanti a un’emergenza, a un ricovero. Perché la grande tradizione medica di questo ospedale e dei professionisti che l’hanno reso e lo rendono uno dei più importanti del Mezzogiorno ci impone di lavorare anche quando, pur sollecitati da noi, gli organi istituzionali che dovrebbero organizzare e gestire la sanità pubblica campana ci ignorano o non ci rispondono. Chi vive a Napoli sa benissimo che  al nostro ospedale fa riferimento un bacino d’utenza che qualsiasi altro nosocomio farebbe fatica a contenere. Il fenomeno dei ricoveri in barella è un fenomeno da cancellare, arginare, eliminare. Ma lo si può fare solo se, insieme ai vertici dell’autorità regionale sanitaria, si disporrà’ un piano complessivo e congruo di divisione del territorio.

La sottoscritta, soprattutto negli ultimi anni, ha cercato più volte intese e confronti con i vertici istituzionali della Regione Campania. Mettendo a disposizione la propria esperienza. Parlano le numerose note, lettere, esposti che l’ufficio da me presieduto ha inviato per cercare un tavolo comune, una sponda, un confronto per superare le difficoltà della nostra e di altre aziende ospedaliere.

Una volontà ben nota a tanti e che la mia storia, la mia formazione e il mio  impegno a difesa dell’azienda Cardarelli possono dimostrare in qualsiasi momento. La situazione oggi rappresentata e ben conosciuta da tempo e solo grazie ad essa ed in assenza di valide alternative al nostro lavoro , l’ospedale Cardarelli ha sempre svolto il suo ruolo di avamposto della sanità d’urgenza, della risposta alle emergenze di un territorio caldo e difficile come quello di Napoli.

Quando, e soprattutto se, si vorrà affrontare il tema della tutela del paziente, della qualità dell’offerta sanitaria senza speculazioni o attacchi, ma col solo intento di risolvere un problema che l’attuale dirigenza denuncia da mesi inascoltata, troverà sempre professionisti attenti e impegnati in silenzio a fare il proprio lavoro».

Redazione Eolopress

Redazione Eolopress

Lascia un commento