ARCHIVIOEboli, Polito: «Ecco perché ho detto addio al Consiglio comunale»

Polito-Mussolini

EBOLI (SA)- Dal consigliere comunale Paolo Polito (foto) riceviamo e pubblichiamo: «Carissimi tutti, dodici anni trascorsi in consiglio comunale non sono pochi. In certi casi non sono neppure tanti: ma, lo sapete bene, tutte le cose hanno un inizio e una fine. E’ giusto, normale, così va il mondo. Da sempre.

 

Provo, dunque, a metter giù i miei pensieri scrivendo un’ultima nota, non fosse altro che per manifestare il senso del rispetto che nutro nei confronti di ognuno. Non è sempre facile trovare le parole giuste per rappresentare quella somma di considerazioni e, soprattutto, quella tempesta di emozioni che ti conducono a prendere una decisione come quella che ho assunto io. Credo, tuttavia, che alcuni spunti del mio ultimo intervento (svolto rigorosamente a braccio) in aula consiliare possano contribuire a chiarire, almeno in parte, le ragioni che mi hanno convinto ad abbandonare il massimo consesso cittadino. Consiglio nel quale ho svolto un’attività a me molto cara e per la quale mi sono speso con le capacità e il massimo impegno possibili. Ho fatto quel che dovevo, quel che potevo e pure quel che volevo: si chiama libertà.

-Dal dibattito in Consiglio comunale, 4 dicembre 2012-

«Alcune questioni, apparentemente banali, come la delibera sui costi della politica ebolitana, hanno fatto maturare in me una nuova consapevolezza del livello raggiunto nelle relazioni umane e, in modo particolare, in quelle di natura politica. Ma v’è di più. Il tramonto delle ideologie, la crisi dei valori e la drammatica situazione economica stanno segnando profondamente la vita di tutti e, dunque, la politica.

Se a tutto questo – che non mi pare esser poca cosa – aggiungiamo la devastante condizione dei conti pubblici, quelli ebolitani in particolare, ne consegue che politica e attività amministrativa (per non dire della gestione esecutiva) siano destinate a mutare profilo, identità e prospettiva. Direi anzi che è già successo, prima che ci accorgessimo ed assumessimo adeguata consapevolezza di un orizzonte completamente trasformato. Il che, come sempre, si verifica quando è troppo tardi. A Eboli forse più che altrove. Nulla sarà come prima, un solco profondo separerà il passato dal futuro. Circostanze difficili, oserei dire momenti epocali come quelli attraversati, richiedono gesti simbolici. Ne sono convinto. Per questo spero che le mie dimissioni possano incarnare per Eboli quel tratto di congiunzione necessario a legare le due eternità richiamate, appunto il passato e il futuro. Cari amici, ci attendono anni difficili. Sono già anni difficili. E’ doveroso mettere in campo le risorse migliori nello spirito di una rinnovata concordia. Occorre una vera svolta, un radicale cambiamento; ma non possiamo pretendere che le cose cambino se tutti continuiamo a fare le stesse cose. Quelle di sempre. La crisi che morderà la nostra comunità sarà lunga, purtroppo, ma è nei momenti di crisi che i forti trovano la capacità di reagire e riemergere. Chi attribuisce alla congiuntura i propri fallimenti non rende un servizio alla comunità perché dà più valore ai problemi che alle soluzioni. L’augurio che faccio alla città e a voi, consiglieri e amministratori, è che il vostro cammino possa essere illuminato da quattro stelle, le virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza.La strada è lunga ed è avvolta, oggi, da una fitta nebbia. Resto però fiducioso perché, come scrisse Benito Mussolini nell’ultimo rigo del suo testamento, adesso è notte ma poi verrà giorno».

Con la presentazione delle dimissioni durante lo svolgimento del Consiglio comunale del 4 dicembre 2012 ho inteso dare un senso politico ancora più forte alla mia scelta. Probabilmente ci sono riuscito. Non è facile abbandonare un’attività che ti impegna e ti appassiona. A volte, però, è opportuno. Riguardo all’atto delle dimissioni, resto convinto che non si chiedono (di altri), si danno (le proprie). La presa d’atto del sindaco e il visto per l’autentica del segretario comunale sono state, per me, il sigillo del rispetto che ho sempre nutrito nei confronti delle istituzioni. Nonostante ciò, c’è stato qualcuno pronto a credere che la mia fosse una farsa, e certamente qualche altro che ipotizzerà secondi fini: anche queste sensazioni riescono a spiegare meglio di mille parole e di centinaia di bei discorsi le ragioni in fondo al cuore e nella testa di chi sceglie strade come quella che ho scelto io. Tutti i presenti, anche quelli a me più vicini per ragioni politiche o rapporti personali, sono rimasti increduli. Capisco, sarebbe successo anche a me. Uno stupore – il loro – che nasce perché sanno con quanto slancio ho sempre svolto l’attività politica, senza mai nascondermi, con assoluta chiarezza e – concedetemi di sottolinearlo una volte per tutte – senza mai subordinare un solo voto ad una qualsiasi pretesa o richiesta di natura politica, men che meno personale. Per questo lascio il consiglio comunale orgoglioso. Orgoglioso dei miei errori e delle mie note intemperanze.

Non spetterebbe a me dirlo, ma è utile che si sappia che ho preso l’impegno di devolvere gli emolumenti per l’attività istituzionale da me svolta nel 2012 (€ 1000/1200 al netto delle ritenute) in questo modo: per il 50% al Forum dei Giovani di Eboli; per il 50 % quale unico premio di un concorso letterario riservato agli studenti ebolitani. E’ stato il sindaco, poi, a ricordare che ho già devoluto, meno di due mesi fa, quanto “incassato” nel 2011 per far fronte alla manutenzione degli estintori in tutte le scuole e uffici pubblici di Eboli. Da politico, sono contento di averlo fatto in silenzio e senza clamore; da cittadino libero, sono orgoglioso di poterlo dire oggi con una comprensibile punta di vanto. Se mi è consentita.

Permettetemi, infine, di congedarmi con un’ultima citazione: “La politica è un’arte difficilissima tra le difficili perché lavora la materia inafferrabile, più oscillante, più incerta. La politica lavora sullo spirito degli uomini, che è una entità assai difficile da definirsi, perché è mutevole. Mutevolissimo è lo spirito degli italiani”.

Sempre grato

Paolo Polito

Redazione Eolopress

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