BazArtSalerno, il “mythos” nei ritratti di Antonio Ciraci

Sul valore del mito, sul simbolismo e gli archetipi gioca l’artista Antonio Ciraci ospite  presso palazzo Fruscione con la mostra antologica “Mythos Portraits”

Il vernissage è previsto per sabato 9 febbraio 2019 alle ore 10.30. La mostra Mythos Portraits, a cura di Gilda Luongo, fa parte di un ciclo di eventi itineranti sul tema degli archetipi e sul valore simbolico del mito. Il viaggio artistico delle opere di Ciraci si snoda attraverso luoghi della Campania felix fino ad arrivare a toccare città dell’America del Nord. Attraverso l’excursus delle opere esposte è possibile penetrare nell’immaginifico della cosmogonia esiodea per comprendere quanto estese e comuni siano le radici di tutti i popoli del mondo.

La mostra–laboratorio dialogherà successivamente con altri eventi culturali: performance, presentazione di libri, poesie, dialoghi con altri artisti in una sorta di intreccio denominato “filo rosso”. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 23 febbraio.

 

Antonio Ciraci, nato a Napoli nel 1955, insegna, da oltre quarant’anni, Discipline Pittoriche presso Licei Artistici.

“La produzione pittorica esposta, focalizzata sulla tematica del Mito, è frutto di antiche ricerche e di opere recenti, eseguite tra il 2016 ed il 2017. La figurazione dei soggetti mitologici è qui interpretata non come tentativo di riproduzione figurativa di determinati personaggi, ma come trasposizione pittorica dell’idea stessa del Mito, dei racconti e dei simboli ad esso legati”.

Sull’opera dell’artista campano il critico d’arte Luigi Fusco così riferisce: “I “ritratti” di Antonio Ciraci hanno un’origine a dir poco antica e la loro definizione pittorica è da ricercare nei meandri di un passato tanto lontano che non attende altro di esser riscoperto secondo formule e matrici espressionistiche contemporanee. A monte, vi è poi la notevole valenza cultuale dei soggetti, che affonda le proprie radici, in particolare, nei miti mutuati dall’antica cultura del territorio laziale/campano. Nei suoi dipinti è esibita un tipo di ritrattistica in cui si evidenziano non pochi topoi figurativi, la cui natura rimanda a segni tribali, riferibili, a loro volta, a grafismi cari a una non misconosciuta cultura subway degli anni Ottanta del secolo scorso. Nella loro complessità, le opere di Ciraci sono connaturate dall’elaborazione di una tecnica mista da cui emerge una forte matericità delle componenti cromatiche”.

In catalogo è presente anche il contributo poetico della scrittrice Floriana Coppola.

Redazione Eolopress

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