CulturaBibliografia e collezionismo, omaggio alla biblioteca Lucchesi Palli

La Lucchesi Palli e il suo straordinario patrimonio di spettacolo ed arte, testimonianza dell’importanza della passione bibliografica di collezionisti privati, è al centro del dibattito svoltosi oggi presso la biblioteca nazionale di Napoli, a cui hanno partecipato lo studioso Mauro Guerrini, il conte Pio Lucchesi PalliGennaro Alifuoco. Durante l’incontro è stato proiettato “Biglietto d’invito alla Lucchesi Palli”, vincitore del Premio Napoli nel 1961, un documentario ritrovato nelle teche RAI, realizzato nel 1960 dal regista, giornalista e scrittore Vittorio Di Giacomo.

Le raccolte private, nate dalla passione di bibliofili e collezionisti, nel contesto di vicende familiari e di eventi storici e culturali, rappresentano spesso dei veri e propri tesori bibliografici, a volte purtroppo dispersi, ma che in molti casi trovano nuova vita in istituzioni pubbliche e private. Mauro Guerrini punto di riferimento per le sue ricerche in campo biblioteconomico, ha affrontato appunto il tema delle “biblioteche di famiglia”; sulla biblioteca Lucchesi Palli si sono soffermati, invece, il conte Pio Lucchesi Palli, erede dell’ appassionato bibliofilo alla cui generosità si deve la sezione che porta il nome del loro casato e Gennaro Alifuoco, responsabile della Lucchesi Palli, che ha parlato della sezione nel contesto delle raccolte della Biblioteca Nazionale di Napoli .

La Biblioteca Lucchesi Palli, sezione della Biblioteca Nazionale di Napoli dedicata alle arti dello spettacolo, è nata nel 1888  dalla munificenza di un grande cultore dei libri e dell’arte teatrale,  il conte Febo Edoardo Lucchesi Palli dei principi di Campofranco, che donò la sua ricca biblioteca drammatica con annesso Archivio musicale allo Stato italiano. Fu desiderio del conte che bibliotecario e sottobibliotecario fossero scelti “fra i più rinomati cultori della letteratura drammatica”. Infatti il primo bibliotecario destinato alla direzione della Lucchesiana fu il celebre commediografo Achille Torelli. Dal 1° settembre 1902 l’incarico passò a Salvatore Di Giacomo che lo conservò per circa un trentennio. La biblioteca Lucchesi Palli era costituita da circa 30.000 volumi fra libretti d’opera, drammi, commedie e giornali, non mancavano spartiti e autografi e comprendeva persino una ricca collezione di opere letterarie giapponesi ed una sezione legale, fornita di memorie giuridiche, in parte raccolte negli anni dal conte ed in parte donate da vari giureconsulti del foro partenopeo.

Attualmente la Lucchesiana occupa 12 sale: il nucleo primitivo si è incrementato, mediante acquisti e doni, nelle tre direzioni di musica, cinema e teatro. La preziosa raccolta manoscritta comprende documenti di notevole interesse, come, ad esempio, una cospicua collezione di lettere autografe di Giuseppe Verdi. Da segnalare inoltre la Raccolta Di Giacomo comprendente opere manoscritte e a stampa del grande poeta nonché bibliotecario della Lucchesi Palli, e la ricca collezione di canzoni napoletane, distribuita nelle collocazioni Musica e Canzoni.
  

Redazione Eolopress

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