IN CITTA'Summit “sospetto” al centro sportivo: Melchionda non c’entrava nulla

Il 15 gennaio del 2013 su questo sito pubblicammo un articolo all’interno del quale raccontavamo, tra l’altro, che in un centro sportivo pubblico sito in località Santa Cecilia di Eboli v’era stato un incontro tra esponenti, più o meno vecchi e più o meno nuovi, dei clan camorristici della Piana. A tale incontro -scrivemmo- vi partecipò anche l’ex sindaco di Eboli Martino Melchionda (nella foto a dx), 
scrivemmo pure che la cosa, vale a dire la contemporaneità della presenza dell’esponente istituzionale e dei malavitosi nel medesimo luogo, potesse essere casuale e che, in ogni caso, la faccenda ci appariva meritevole di attenzione giornalistica. L’articolo, poi, si dilungava su altri fatti relativi alla gestione dell’impianto pubblico (il centro sportivo “Spartacus”) e al grave fatto di cronaca che interessò la scuola calcio Emanuele Belardi, all’epoca vittima di una devastazione vandalica nella sua vecchia sede di via Sant’Antonio, nella quale vicenda, ovviamente, l’ex primo cittadino ebolitano non aveva nulla a che vedere.
Chi scrive fu anche convocato dalla magistratura per avere maggiori dettagli sul racconto fatto: particolari che rifiutammo di riferire al magistrato invocando il segreto professionale (circostanza possibile a chi è giornalista professionista e non giornalista pubblicista) e la «sacralità» delle fonti.

Ma torniamo al punto che ci interessa: da successivi nostri (e non solo nostri) approfondimenti è emerso, recentemente, che a quel “summit” l’ex sindaco Melchionda non fosse presente. Ora, non ci risulta difficile scusarci con Martino Melchionda per l’inesattezza della notizia in quanto da sempre convinti che laddove si scriva una cosa rivelatasi successivamente imprecisa o infondata è non solo giusto ma doveroso correre ai ripari (per quanto possibile), lo consideriamo un gesto di virilità personale e professionale. Tanto dovevamo all’ex sindaco di Eboli Martino Melchionda al quale rinnoviamo pubblicamente le nostre scuse.

 

Peppe Rinaldi

Peppe Rinaldi

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