GIUSTIZIAOmissisRiassunto il dirigente che s’era intascato 200 mila euro

Si è appropriato di circa duecentomila euro auto-assegnandosi le somme a titolo di indennità di risultato quale dirigente (unico) del Comune ove lavorava. Scoperto, licenziato, denunciato penalmente e contabilmente, fa ricorso al giudice del lavoro e questi che fa? Lo reintegra nel posto e nel grado ordinando all’ente territoriale di corrispondergli pure gli emolumenti pregressi, oltre ai contributi previdenziali e assistenziali maturati dalla data del licenziamento a quella della sentenza di reintegro.

Scoccia ricorrere ai soliti luoghi comuni ma se questa non è una classica storia «all’italiana» cos’altro può essere? Siamo a Giffoni Sei Casali, gioiellino incastonato nei Monti Picentini in provincia di Salerno, poche migliaia di anime e un bilancio comunale dove certe cifre possono mandare in bancarotta il sistema. Il giudice del lavoro, si sa, deve limitarsi a verificare se la procedura di licenziamento sia stata corretta e se i “diritti” del lavoratore, quand’anche di livello elevato, siano stati rispettati: ed è quel che ha fatto depositando la sentenza il 5 marzo scorso, adducendo -tra l’altro- che se il sindaco precedente a quello attuale (che deve ora sobbarcarsi la rogna) non ha mai avuto da ridire sulle auto assegnazioni significa che, in fondo, il dipendente era in qualche modo “incoraggiato” a liquidarsi le somme.
Anche se non dovute? Sì. Anche se il conflitto di interesse, consistente nel fatto che a decidere sulle indennità di risultato fosse la stessa persona che doveva riceverle? Sì. Anche se sono ancora in corso il giudizio penale in procura e quello contabile presso la Corte dei conti? Ebbene sì: il rigore (indiscusso) del giudice del lavoro, manifestato con solide argomentazioni e precedenti giuridici, supera ogni cosa, forme che sopravanzano la sostanza. Per qualcuno anche il buon senso.

Il guaio è che il comune nel frattempo (due anni) aveva eliminato dalla pianta organica l’intero settore precedentemente guidato da quel dirigente : ora è costretto, insieme a tutto il resto, a ricreare l’area e ristabilire lo status quo ante. E son dolori.
dal quotidiano “Libero” del 31 marzo 2018

 

Peppe Rinaldi

Peppe Rinaldi

Lascia un commento