ARCHIVIOEboli, incubo Imu/2: i documenti ufficiali e una precisazione

admin15/07/20124

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Si sta facendo divertente questa storia dell’ «Imu a metà» che pagano, o avrebbero pagato, il sindaco di Eboli, Martino Melchionda, il suo assessore al bilancio ed altri esponenti della politica locale. Ci sono dati forniti dall’Agenzia del territorio che, come raccontato recentemente, darebbero ai soggetti interessati un ampio vantaggio rispetto ai contribuenti che invece hanno dichiarato e pagato quanto la legge impone. In pratica, verserebbero la metà almeno del dovuto, scaricando giocoforza sulla collettività il peso delle partite mancanti. Un fatto irritante per chiunque, non foss’altro perché l’aumento delle aliquote Imu (dal 7,6 x mille il comune vorrebbe portarle al 10 x mille) è uno spettro di facile materializzazione.

 

Chi scrive non può (perché non sa) affermare con certezza matematica che si tratti, tecnicamente, di evasione fiscale ma la sensazione è di essere in quei dintorni. Divertente perché, a giudicare dalle (riferite e/o sperimentate) reazioni di pezzi dell’establishment ad un normalissimo articolo di cronaca, ovviamente condito da qualche opinione personale, se ne sono sentite e viste di ogni tipo.

Inutile scendere nel dettaglio, si perde solo tempo.

Altra cosa è dar la possibilità di replica, questo sarebbe addirittura un obbligo. In alcuni casi un piacere. Come in quello del senatore del Pdl Franco Cardiello, (foto a destra in basso) il quale ci ha contattati a poche ore di distanza dalla pubblicazione dell’articolo sull’Imu.
«E’ dal 1992, anno in cui ho acquistato l’immobile di via Umberto Nobile, che pago le relative tasse per uso professionale. Non ho la più pallida idea del perché risulti accatastato come civile abitazione, sono affari che cura il mio commercialista, io tra l’altro di queste cose non capisco molto. Cardiello_FrancoConsideri che ogni anno verso di Tarsu circa 1100 euro, manco il mio studio fosse un’azienda inquinante. In ogni caso, ripeto, so solo che pago il dovuto indipendentemente dai dati catastali che, ovviamente, farò verificare dal mio commercialista»,
ha dichiarato a chi scrive.
Ora, conoscendo la spontaneità e la buona fede di Cardiello, non c’è motivo di pensare che menta o intenda aggiungere ulteriori perdite di tempo a cose che, in fondo, non rappresentano neppure una gran novità nel panorama nazionale. C’è da immaginare però che il senatore bacchetterà il proprio contabile visto che, come ogni cittadino sa, pagare la Tarsu per uso professionale su un immobile implica che, alla sottoscrizione dei documenti necessari per i versamenti, sia stata allegata la certificazione dei dati catastali dell’immobile stesso.

Chi lo vorrà, dunque, potrà leggere direttamente dai file jpg sotto l’articolo i dati riferiti ai politici protagonisti di questa -chiamiamola così- stravaganza da Belpaese. Il lettore noterà che ci sono tre immobili dalle stesse caratteristiche, nello stesso palazzo, nella stessa strada, (Pal. “Lanzetta”, via Umberto Nobile, Eboli): due sono accatastati come “A2”, cioè civile abitazione, uno solo (il cui nome, inutile dirlo, è stato cancellato trattandosi di un soggetto privato) invece come “A10”, cioè uso professionale.
Si noterà, quindi, la differenza di valore catastale, che significa tasse da versare in misura inferiore al dovuto, peraltro sulla base di una certificazione non corretta: a meno che, come nel caso riferito da Cardiello, le tasse sinora versate siano state calcolate correttamente e c’è solo da modificare la registrazione all’Agenzia del territorio. Come ha fatto il soggetto cui abbiamo «sbianchettato» il nome. La certezza la può dare solo la visione del modello per il pagamento dei tributi: argomento, per la verità, poco appassionante anche perché il rischio di confondere la figura del giornalista con quella del finanziere non è una prospettiva così esaltante.
Gli altri documenti riguardano invece le posizioni dell’assessore al bilancio, Pasquale Lettera, e il capogruppo dell’Idv Francesco Rizzo.
Il lettore, se c’è, giudichi come meglio crede.
Peppe Rinaldi
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