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“Villa dei fiori” di Nocera disposta a prendere in carico fino a 25 pazienti dell'ex coop: crolla la tesi dei “posti che non ci sono”. Il sindaco Cariello e il commissario Innocente producono nuovi atti e prorogano al 30 giugno la convenzione con la Casa del Pellegrino. Cammarano entra nella faida locale a 5 Stelle e va dal Prefetto.

 

Caso Ises, un must per questo giornale ormai, impossibile resistere alla tentazione di continuare a raccontare. Oggi, i fatti “nuovi” sono: 1) il commissario liquidatore della cooperativa, l'avvocato Angela Innocente, ha ottenuto dal ministero competente un'ulteriore proroga all'esercizio provvisorio dell'attività (quale?) fino al 30 giugno; 2) il sindaco di Eboli, Massimo Cariello, ha “di conseguenza” rinnovato la concessione della Casa del Pellegrino; 3) il consigliere regionale, pardòn, il cittadino portavoce a 5 Stelle Michele Cammarano, tenta di smarcarsi dagli effetti della faida grillina scoppiata in città e, non riuscendoci, combina un mezzo disastro, delegittimando il movimento locale nel suo complesso, al di là delle paranoiche distinzioni formali tra i vari sodalizi territoriali. Pare, infatti, che Cammarano, già autore di un'interrogazione a De Luca, sollecitata dalla parte sana dei grillini ebolitani per sapere se vi sia stato un uso distorto dei finanziamenti pubblici per la costruzione del centro polifunzionale (circa 6 milioni di euro), nei prossimi giorni accompagnerà i rappresentanti degli ex soci dal prefetto di Salerno. A far cosa non si capisce bene: mentre si capisce benissimo il rischio di avallare il progressivo perfezionamento di una gigantesca truffa, parte consumata parte in atto, sul letto di una serie indeterminata di condotte anomale. Tutto puntigliosamente raccontato da questo giornale in oltre cinque anni di inchiesta. Vedremo cosa risponderà la prefettura dinanzi all'incontestabile circostanza di 21 disabili ancora trattenuti e sottoposti a terapie mediche, farmacologiche ed alimentari da oltre due anni senza alcuna copertura del sistema sanitario, peraltro in un quadro generale di illeciti commessi dalle varie amministrazioni coinvolte, dal comune all'Asl, al commissariato stesso, ai funzionari del ministero e così via. Che è quello, poi, di cui si stanno interessando i sostituti procuratori Cassaniello e Guarriello, tra altri, come già raccontato in una recente edizione.

Intanto i segni della compromissione del Movimento 5 Stelle in relazione al caso si fanno difficili da ignorare, anche per alcuni segnali caratteristici emersi negli ultimi giorni, indicativi di un clima di colpo diventato fetido, con temerarie querele contro militanti e attivisti platealmente ispirate dalla componente grillina avversaria del gruppo storico di Eboli, dossieraggi su vita privata e professionale e allusioni mafiosette che ci fanno riconoscere immediatamente il “mandante” (tanto per sposare la logica complottistica dei 5 Stelle), un notorio caso umano, che solo un buco nero come l'universo di Grillo poteva incamerare. Il tutto condensato in una imbarazzante trasmissione tv reperibile sul web.

Tornando a cose più serie, diciamo, proviamo a sintetizzare il senso dei recenti atti adottati dal commissario Innocente e dal sindaco Cariello. Sia l'uno che l'altro provvedimento si presentano viziati da presupposti falsi che inficiano il resto del contenuto, oltre a disegnare sullo sfondo le sagome di un'operazione che 'o la va o la spacca' per i soggetti diversamente interessati. Il commissario, dunque, chiede ed ottiene dal Mise -autorizzazione prot. 155992 del 24/4/2017- la proroga dell'esercizio provvisorio in attesa di un bando per la cessione di ramo d'azienda che tarda ad arrivare, per non sospendere l'attività assistenziale dei disabili, paventando anche l'interruzione di pubblico servizio (accipicchia!) e che per la copertura di tutte le spese non c'è problema visto che a pagare sarà l'Asl di Salerno. Davvero? E quando l'ha detto l'Asl e dove? Forse al telefono. Cariello fa da sponda e con l'ordinanza n.110 del 5 maggio, ripete che dà la concessione della Casa del Pellegrino fino a giugno per “garantire le necessarie cure ai pazienti” etc. In pratica, esattamente il contrario di quanto sta avvenendo. Lo sanno tutti, tutti fingono di non saperlo. O quasi.

E' stato così nuovamente indotto in errore il ministero, che ha autorizzato fino al 30 giugno, ignorando che a) le attività assistenziali non sono autorizzate dal Ssn, e non possono esserlo anche nella nuova sede, neppure volendo immaginare un mero centro privato senza convenzioni; b) l'Asl ha chiuso -è stata costretta a farlo da questo giornale per la verità- i rapporti nel 2014 (quelli intercorrenti ora, oltre che rischiosi, sono ancora a metà tra la chiacchiera e nuove carte acrobatiche) peraltro indicando le strutture che potevano prendere in carico gli ospiti. Se i disabili sono ancora lì non è perché ci siano liste di attesa o distanze da colmare, come pure si ha fegato di sostenere. Ne abbiamo scritto più volte. Appare evidente, dunque, che quegli atti siano intrisi di balle. Tanto più che l'ennesima prova è giunta lo scorso 2 maggio: la casa di cura Angrisani, di Nocera Inferiore, con una Pec (posta elettronica certificata) comunica per la seconda volta di “dare ampia disponibilità ad ospitare i pazienti in carico Ises, e precisamente n. 20 pazienti in regime residenziale ex art.26 e n. 05 pazienti in regime semiresidenziale ex art.26”. Quindi, di che parliamo?
dal quotidiano "Le Cronache" del 7 maggio 2017

 

 

 

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