Di Pietrantonio, vincitrice Campiello, al «Caccioppoli» di Scafati

Di Pietrantonio, vincitrice Campiello, al «Caccioppoli» di Scafati

Gli studenti del Caccioppoli di Scafati incontrano la vincitrice del premio Campiello, Donatella Di Pietrantonio, autrice di "L' Arminuta" con cui ha vinto il prestigioso riconoscimento, ha fatto visita questa mattina ai giovani lettori del Liceo scientifico.

 

L'appuntamento si è svolto anell'aula magna del liceo scientifico "R. Cacciopoli" a partire dalle ore 8,30. 
«Ero l'Arminuta, la ritornata. Parlavo un'altra lingua e non sapevo più a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza». “– Ma la tua mamma qual è? – mi ha domandato scoraggiata. – Ne ho due. Una è tua madre”. Una ragazzina di tredici anni con la valigia in una mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima». Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. 

Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte, a sé stessi.
Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell’Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare. Per raccontare gli strappi della vita occorrono parole scabre, schiette. Di quelle parole Donatella Di Pietrantonio conosce il raro incanto. La sua scrittura ha un timbro unico, una grana spigolosa ma piena di luce, capace di governare con delicatezza una storia incandescente.

I ragazzi del Liceo Caccioppoli, nel corso dell’incontro inserito nell’ambito della Promozione della lettura - Progetto Biblioteca di classe 2016/17 del Liceo “R. Caccioppoli” di Scafati, in collaborazione con il Punto Einaudi di Nocera Inferiore del Dott. Claudio Bartiromo, introdotto dal dirigente scolastico Prof. Domenico D’Alessandro e dalla referente del progetto Prof. Patrizia Polverino, presenteranno dei lavori compiuti sul testo e una breve drammatizzazione.

Donatella Di Pietrantonio ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Con Bella mia (Elliot 2014) ha partecipato al Premio Strega. Vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico.

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