«Piano Solo», le emozioni corrono sui tasti. Tre gli appuntamenti

«Piano Solo», le emozioni corrono sui tasti. Tre gli appuntamenti

Il pianoforte, strumento che in se racchiude la creatività, le emozioni e l'abilità tecnica, torna sotto riflettori, protagonista dell'undicesima edizione del Festival internazionale pianistico “Piano Solo”, che si svolgerà a Salerno dal 10 al 23 novembre.

Promosso dai pianisti Paolo Francese e Sara Cianciullo, il festival ospitato nell'ormai abituale sede che è il Salone dei Marmi a Salerno si articolerà in tre appuntamenti, che verranno illustrati oggi nella conferenza stampa prevista presso la sala del Gonfalone al Comune. Con il patrocinio dell'ente e con la collaborazione di "Santarpino pianoforti" e "Pisano Ascensori", l'evento propone in calendario i grandi classici con le magistrali interpretazioni di musicisti come Andrea Turini (10 Novembre, musiche di Bach); Marco Trezza (17 Novembre, musiche di Chopin e Schumann); Yuri Bogdanov (23 Novembre, musiche di Tchaikovsky, Chopin e Liszt). Ore 19, con ingresso libero. 

Alla conferenza stampa di oggi parteciperà in rappresentanza dell’amministrazione comunale l’assessore Ermanno Guerra, unitamente agli organizzatori e sponsor, verranno illustrati i tre appuntamenti, che saranno vissuti nella prestigiosa sede che è il Salone dei Marmi, punti chiave di un cartellone che vedrà a confronto il magistero italiano con quello russo. Il concerto pubblico, il recital può essere un momento particolare della vita culturale, e può essere momento qualitativamente non riducibile ad alcun altro; lo è quando il suono, in questo caso del pianoforte, strumento solista per eccellenza, diventa non solo portatore, ma rivelatore di tutte le ricerche fenomenologiche, storiche, critiche.

La Salerno musicale ha ormai da ben dieci anni protagonista assoluto il pianoforte, uno strumento che racchiude in sé una parte vastissima della storia dell’Uomo, le sue doti creative, l’abilità tecnica, le emozioni, i pensieri. La direzione artistica del Festival, ha inteso calare sia i solisti che il pubblico, in quella profonda e vitale sensazione di ebbrezza, che si prova trovandosi ad essere “voce sola”, sul palcoscenico, la sensazione di essere trasportato dal sostegno dell’uditorio e sfidato dal suo commento, essere ispirato e creare al tempo istesso, una massa di suono d’infinita varietà, sensazioni inebrianti da vero conquistatore, realizzando il sogno della macchina capace di rendere “il parlar del cuore”, per donarle a “Piano Solo”, che pare aver giuste le ragioni estetiche per penetrare il sentire del pubblico.

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