Eboli e il "ballo di San Vito": fede, musica e tradizioni

Eboli e il "ballo di San Vito": fede, musica e tradizioni

"Eboli è mia e io la difendo", furono queste parole che consacrarono San Vito patrono della città e da millenni il culto si è preservato inalterato. E' festa grande per il giorno dedicato al Santo martire, una ricorrenza cara agli ebolitani, memori di una leggenda che affonda le radici ai tempi dell'antica Roma, quando il giovane San Vito trovo' la morte sulle rive del fiume Sele per mano dell'imperatore Diocleziano (15 giungo 303) e le cui spoglie probabilmente furono a lungo conservate proprio nel luogo dove oggi sorge la chiesa omonima, nel cuore della valle del Sele.

 

Il suo culto si diffuse in tutta la Cristianità, colpiva soprattutto la giovane età del martire e le sue doti taumaturgiche, tant'è che è invocato per combattere il bisogno eccessivo di sonno e la catalessi, ma anche per l’insonnia ed i morsi dei cani rabbiosi o per vincere l’ossessione demoniaca, l’epilessia e la corea, malattia nervosa che dà movimenti incontrollabili, per questo è detta pure “ballo di san Vito”.  

Anche quest'anno, dunque, come tradizione vuole, la statua di San Vito, custodita presso la chiesa madre Santa Maria della pietà, è stata portata in processione lungo le vie del centro cittadino, seguita dal corteo di fedeli. Alle ore 20,30 l'effige sacra, accompagnata dalle musiche della banda, è rientrata, non senza aver prima salutato la folla festante.
I festeggiamenti sono poi continuati in piazza della Repubblica con il "Ballo di San Vito- Festival del Mediterraneo", un evento giunto alla sua seconda edizione con la direzione artistica di Eugenio Bennato ( foto a dx).   
Ad aprire le danze i "Discede", musica e canti della Costa d’Amalfi e poi i "Musici e cantatori di Carpino" e in un crescendo di sonorità i "Fanfara Station" (Italia Tunisia Usa) che hanno conquistato il pubblico fino all'esibizione de "Le Voci del Sud" con Bennato e Erasmo Petringa.
A chiudere la serata Marcello Colasurdo e la Paranza. Artista e poeta, Colasurdo torna ad Eboli con la sua musica densa di significati rituali arcaici, confermandosi quale uno dei migliori interpreti della musica partenopea, narratore ed espressione di una società, quella meridionale, combattuta tra il progresso tecnologico e la ruralità delle antiche feste popolari, condizionata da culture e generi diversi, tra fede cristiana e paganità dei costumi. 

I festeggiamenti dedicati al Santo si concluderanno domenica 17 giugno nella popolosa frazione di Santa Cecilia. Segue calendario.


PROGRAMMA 

Sabato 16 giugno
 
Chiesa di San Vito al Sele
 
17.30
Celebrazione della Santa Messa
 
18.30
Processione di San Vitillo
 
Chiesa di San Nicola in San Vito al Sele
 
20.00
Inaugurazione della mostra fotografica “San Vito al Sele” a cura di EBAD – Eboli Archivio Digitale ed Eboli nella Storia
 
21.00
Spettacolo musicale
 
Domenica 17 giugno
 
Chiesa di San Nicola in San Vito al Sele
 
Ore 8.30 / 10.00 / 11.30
Celebrazione delle Sante Messe
 
Ore 21.00
Concerto di Matia Bazar


 

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