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Il "mondo" di Bernardo Silvano in mostra al Nuovo Elaion

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EBOLI (SA)- Il centro di riabilitazione apre le porte ancora una volta alla città che lo ospita con approfondimenti sulla storia di Eboli e dei personaggi che l'hanno resa illustre. Uno sguardo al passato per costruire un futuro migliore, questo sembra spingere il presidente della cooperativa Sanatrix Nuovo Elaion, Cosimo De Vita a farsi promotore di tali iniziative, coinvolgendo studiosi, ricercatori ed appassionati di storia locale.
E' stata inaugurata ieri sera, infatti, nel salone delle conferenze in contrada Tavoliello la mostra delle tavole di “Claudius Ptolemaeus Geographia” di Bernanrdo Silvano, che resterà aperta al pubblico fino al 3 gennaio 2016.

 

L'evento, che s'inserisce nel fitto cartellone delle iniziative natalizie promosse dalla struttura riabilitativa, è stato ideato e curato da Mariano Pastore, appassionato ricercatore ebolitano, ed ha visto la partecipazione di Carmelo Currò con un focus sul fermento culturale nella Eboli del XV e XVI secolo.

Promotore della mostra cartografica è il centro Sanatrix Nuovo Elaion, come testimoniato ieri all'inaugurazione dalla dottoressa Carmen De Vita. L'obiettivo è rendere omaggio ad un uomo, determinante per il suo tempo ma quasi del tutto dimenticato dai conterranei.

 

Quando irruppero sulla scena le prime mappe geografiche il mondo era in parte ancora sconosciuto e indefinito, e sulle tavole lignee studiosi e geografi si dibattevano per dare forma alle terre emerse. E' in questo contesto che un umanista ebolitano rivisitò e corresse gli studi di Tolomeo. Siamo nel Cinquescento a Venezia, quando Bernardo Silvano diede alle stampe una versione in latino della “Geografia di Tolomeo”, rivoluzionando la visione del mondo.

Apportando una correzione generale sia degli elementi astronomici sia delle carte tolemaiche, Silvano ridisegnò nel suo mappamondo (stampato in due colori) la terra emersa con tale precisione e cura nei calcoli da essere preso a modello per i successivi.
Il manoscritto, pubblicato nel 1511 in onore del senatore della Repubblica Veneta Giacomo Pentium de Leucho, (futuro Doge di Venezia), fu dedicato ad Andrea Matteo Acquaviva, duca d’Atri, Principe di Teramo, Conte di Conversano e Duca di Eboli, in segno di gratitudine e di riconoscenza.

 

 

 
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