La Padania bastona Salerno sul "lager" di Cicerale

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EBOLI
- «L'esercito per Cicerale?». E' l'11 giugno. Sul quotidiano la Padania viene pubblicato l'ennesimo articolo a firma di Stefania Piazzo. L'ennesima denuncia, o meglio, l'ennesimo tassello da aggiungere al corposo dossier messo in piedi dalla testata della Lega Nord che da circa un anno segue con attenzione le vicende del canile di Cicerale e dei suoi ospiti: dai 2mila ai 2mila e 500 cani appartenenti a ben 97 comuni convenzionati. Da un anno circa la Padania accende i riflettori sul caso del cosiddetto "lager" salernitano. Ne segue le vicende dai primi controlli alla chiusura, sino alla revoca delle autorizzazioni sanitarie per la struttura. Non che il resto d'Italia non abbia buttato un'occhiata. Tante le testate giornalistiche interessatesi al destino degli animali del canile Ciceralensis. La Padania, però, riserva alla questione pagine settimanali. Articoli ed approfondimenti continuati sino a giovedì 11, sino alla provocazione lanciata con la domanda: L'esercito a Cicerale? Perché paventare l'intervento salvifico delle mimetiche nel piccolo centro del salernitano? La risposta viene data chiara all'interno del pezzo giornalistico: perché alcuni comuni ancora non hanno provveduto a ritirare i propri cani dal "lager". Questo il punto chiave, l'avanguardia della vicenda che investe a pieno titolo l'intera la provincia di Salerno. Si legge testualmente: «Nemmeno l'ordinanza che ha revocato le autorizzazioni sanitarie al canile della vergogna ha smosso i 60-70 sindaci che devono ancora ritirare i cani reclusi e maltrattati». Comuni sordi e guidati dai «sindaci dell'antistato», prosegue la Padania che sottolinea come l'invito a "ritirare i cani" sia stato avanzato dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e dalla Prefettura di Salerno. Eppure la storia parla chiaro, e in modo tutt'altro che rassicurante. «Non ci resta che l'Esercito - ci si chiede nell'articolo ricordando gli interventi per la vicenda rifiuti -, le forze di polizia per far rispettare l'ordine di svuotare il lager con 500 cani ancora rinchiusi? Mentre si attende la lista di quelli morti a maggio, la Campania continua a secedere dalla legalità». Attacco duro che prende di mira in modo diretto i primi cittadini ancora "inottemperanti". «Solo poco più di una dozzina di primi cittadini ha infatti provveduto a ritirare i cani», chiude la Padania constatando come i restanti sindaci «ad oggi rispettano un'altra legge. Di un altro governo locale». Un barlume di speranza, tuttavia, gli osservatori cis e traspadani lo intravedono tra i nuvoloni di un Mezzogiorno per certi versi "barbaro", se è vero che la "civiltà di un popolo si vede da come tratta i suoi animali" (Gandhi).  La speranza ha due nomi: Edmondo Cirielli e Giovanni Romano. «Nuove prospettive», le chiama il quotidiano della Lega. Un nuovo "inizio" che potrebbe giungere grazie «al nuovo presidente della Provincia di Salerno, Cirielli» e al futuro «assessore provinciale all'Ambiente, Giovanni Romano», il neo eletto sindaco di Mercato San Severino, il primo comune «che ritirò i cani da Cicierale».


Eppur si muove
. Ancora alti i fumi inebrianti o meno delle elezioni provinciali. Ancora vive le lotte, i comizi, le parole e le promesse. Ancora all'azione i politologi, alle prese con sintesi, elaborazione dei dati e di ipotesi in merito ai nuovi scenari politici ed i cambiamenti che potrebbero investire la classe dirigente cittadina. Eppure, a Palazzo di città si è trovato il tempo per rimboccarsi le maniche e chiudere il capitolo "Ciceralensis". Uffici al lavoro, volontari all'opera; telefoni cellulari caldi e cornette bollenti. Una alacre, quanto dura, opera che ieri ha dato i suoi frutti: per la fine della settimana prossima Eboli ritirerà i suoi 33 cani dal canile di Cicerale. Eboli si è data da fare. Protagonista è stato l'ufficio Ambiente diretto da Lucia Carpigiani. Ad affiancarlo è stata la Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Salerno con la dirigente Antonella Centanni (responsabile anche del canile del comune di Salerno posto sui monti di Eboli) e le volontarie ebolitane Antonella Dell'Orto e Caterina Manzione. Una task force decisiva ha permesso il raggiungimento di un primo risultato. Lunedì si darà inizio alle pratiche per il trasferimento delle 33 bestiole. «Siamo soddisfatte - affermano le animaliste che ringraziano gli uffici comunali -. Per la fine della prossima settimana i cani di Eboli che ora sono a Cicerale verranno trasferiti e salvati». Destinazione sarà la Dogs Town, il ricovero di Francolise, nel casertano. Qualcosa si muove, anche se la soluzione definitiva è ancora lontana da venire. «Al canile di Francolise ci hanno assicurato la possibilità di far visita ai cani ed accudirli».
L'intento, però, resta quello di «far adottare i cani, magari mandando una mail, per chi volesse, all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ». Tanto c'è ancora da fare, si diceva. Già, perché oltre i 33 "salvati" sono altri 20 i cani che restano, per il momento, ospiti del canile di Salerno sui monti di Eboli. «Stiamo attendendo che Salerno ed Eboli giungano ad un protocollo d'intesa per l'ampliamento della struttura in modo da poter trasferire anche i cani che ora sono destinati a Fraconlise». La delega sarebbe stata trasferita dal sindaco Martino Melchionda al consigliere comunale Salvatore Di Dio, incaricato di elaborare gli atti e raggiungere l'accordo con la controparte. Ad Eboli si tirano sospiri di sollievo. Un primo passo è stato fatto. A ciò si aggiunge un secondo importante step: «L'Asl Salerno ha già avanzato la richiesta di finanziamenti per un programma di sterilizzazione dei cani randagi sul territorio - affermano Dell'Orto e Mazione -. È indispensabile tale pratica». Sterilizzazione e micro chip per il riconoscimento delle bestiole. Le basi sono state poste. Ora si attendono risultati concreti per Eboli e non solo. Tutt'altro che campanilistica, la lotta per la tutela del miglior amico dell'uomo ha ancora traguardi importanti da raggiungere: «A Cicerale ci sono ancora cinquecento cani. I comuni devono attivarsi per recuperarli, per salvare loro la vita».

da Cronache del Mezzogiorno

 

 

 

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